Tag Archives: Keynes

Crisi della teoria delle crisi

3 Lug

l’articolo 3-7-2017 di Cosimo Perrotta

Risultati immagini per Crisi della teoria delle crisi Oggi, secondo la teoria economica, non esistono crisi strutturali (le quali avvengono quando non funziona più il rapporto fra produzione e distribuzione della ricchezza). Esistono solo le fluttuazioni periodiche (cicli economici), inevitabili ma poco preoccupanti, perché il mercato le risolve da solo. L’economia occidentale è stata in crisi per dieci anni (e non è ancora finita) e gli economisti continuano a scambiarla per una semplice fluttuazione. Avvenne lo stesso negli anni Trenta, quando Haberler, incaricato dalla Lega delle Nazioni di studiare la crisi, la ridusse al ciclo economico. Continua a leggere

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Per aumentare gli investimenti non serve aumentare il risparmio

30 Apr

Flash 30-4-2015

risparmio_economicoIn un interessante articolo di Fabian Lindner, “Does Saving Increase the Supply of Credit? A Critique of Loanable Funds Theory”, World Economic Review, 4, 2015, pp. 1-26, sembrano tornare di attualità le analisi di Schumpeter sulla creazione di credito e quelle di Keynes sul fatto che gli investimenti non dipendono dal costo del denaro (spesso si trascura la fondamentale connessione tra queste due analisi). L’autore sostiene che non è vero che l’aumento di risparmio aumenti l’offerta di credito, come in genere si crede. Nell’interpretazione dominante, un maggior risparmio, ottenuto abbassando i consumi, aumenta l’offerta di credito, quindi abbassa i tassi d’interesse e, infine, accresce i capitali disponibili per l’investimento. In realtà, argomenta l’autore, l’offerta di credito è del tutto indipendente dal volume del risparmio, perciò ridurre i consumi non serve a nessuno. Addirittura il risparmio finanziario, cioè l’accumulo di capitali finanziari, riducendo i redditi di altri consumatori, riduce anche la loro capacità di spesa e di risparmio. L’autore spiega che l’eccesso di risparmio, lungi dal provocare un eccesso nell’offerta di credito e quindi un abbassamento dei tassi d’interesse, porta a un eccesso nell’offerta di beni e servizi o/e di lavoro, e ciò abbasserà sia i prezzi che la produzione. Continua a leggere

La crisi attuale vista con gli occhi di Keynes

30 Mar

Claudia Sunna

John-Maynard-Keynes

John-Maynard-Keynes

Nel clima di incertezza generato dalla crisi, oggi si va alla ricerca di spiegazioni alternative per la crescita dei paesi avanzati. Anna Carabelli e Mario Cedrini fanno questo tentativo attraverso l’analisi delle posizioni di John Maynard Keynes sul sistema monetario internazionale che scaturisce dagli accordi di Bretton Woods del 1944[1]. Continua a leggere

Carabelli e Cedrini: l’ordine economico internazionale secondo Keynes – II

16 Mar

L’articolo  16-3-2015 di Cosimo Perrotta

 Il ricatto commerciale e monetario che blocca lo sviluppo dei paesi poveri

A. Carabelli e M. Cedrini, Secondo Keynes. Il disordine del neoliberismo e le speranze di una nuova Bretton Woods, Roma: Castelvecchi, ottobre 2014

A. Carabelli e M. Cedrini, Secondo Keynes. Il disordine del neoliberismo e le speranze di una nuova Bretton Woods, Roma: Castelvecchi, ottobre 2014

Le decisioni finali dell’accordo di Bretton Woods furono comunque un grande progresso. Esse prevedevano cambi stabili (perché agganciati al dollaro) ma non rigidi; liberalizzazione graduale del commercio; cooperazione monetaria; una certa protezione di settori strategici; possibilità di difendere i diritti sociali; divieto del dumping. Continua a leggere

Carabelli e Cedrini: l’ordine economico internazionale secondo Keynes – I

9 Mar

L’articolo  9-3-2015 di Cosimo Perrotta

 

A. Carabelli e M. Cedrini, Secondo Keynes. Il disordine del neoliberismo e le speranze di una nuova Bretton Woods, Roma: Castelvecchi, ottobre 2014

A. Carabelli e M. Cedrini, Secondo Keynes. Il disordine del neoliberismo e le speranze di una nuova Bretton Woods, Roma: Castelvecchi, ottobre 2014

La fatale arroganza dei vincitori della Grande Guerra

C’è oggi un gran disordine nel sistema monetario internazionale, che certo non aiuta ad uscire dalla crisi economica mondiale. Da questo dato evidente partono Anna Carabelli e Mario Cedrini nel loro recente libro Secondo Keynes.[1] Gli autori lo definiscono un pamphlet; in realtà è un’analisi molto densa e fitta di riferimenti, sulle carenze dei vari sistemi monetari del Novecento, seguendo le interpretazioni di Keynes. Continua a leggere

L’ipocrisia tedesca

25 Set

Il documento  25/9/2014

di Nicola Acocella

Questo articolo, apparso su Sbilanciamoci del 24 gennaio 2014, è ancora pienamente attuale.

Un recente articolo su Zew, la rivista di un centro tedesco per la ricerca economica in Europa lamenta l’infondatezza dell’accusa rivolta alla Germania di non voler attuare politiche espansive volte a ridurre il suo surplus di bilancia commerciale. Continua a leggere

Verso una società del tempo libero

18 Lug

di Arturo Hermann*

orologio-con-colomba1Esiste una crescente difficoltà nel tardo capitalismo a portare la domanda effettiva al livello di pieno impiego. Ciò avviene per una serie di contraddizioni le quali, rendendo il nostro modello di sviluppo sempre meno sostenibile, spingono il sistema verso “una società del tempo libero”. È quindi necessaria una politica economica capace di favorire queste trasformazioni. Continua a leggere

Esiste davvero la sazietà?

15 Lug

supermercato1_ign-400x300di Marina Bianchi

 “Basta guardarsi intorno e osservare tutte le persone che fanno jogging o seguono una dieta per realizzare che, almeno rispetto ad alcuni bisogni, gran parte delle popolazioni dei paesi avanzati ha non solo raggiunto ma superato il punto di sazietà”. Cosi scriveva l’economista Tibor Scitovsky (1987, p. 97). Continua a leggere

Lo sviluppo e i suoi “derivati”

20 Dic

di Gianluca Palma

derivatiAll’università si insegna che l’economia è l’insieme dei problemi legati sia alla produzione che alla circolazione di beni e servizi. Pertanto per capire le dinamiche economiche occorrerebbe guardare ad entrambe le fasi. Una buona parte degli studiosi, invece, si concentra sull’allocazione delle risorse, cioè sulle modalità con cui i prodotti circolano. Ma un oggetto, per circolare, deve prima essere prodotto; con le relative implicazioni (Cosa produrre: alimenti biologici, armamenti, auto di lusso, centrali nucleari, impianti eolici…? Come produrre: con una società per azioni, una cooperativa, un gruppo di schiavi…? Per chi produrre…? Dove produrre…? Ecc.).

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Vicissitudini del deficit spending

2 Set
Paul Krugman: End this depression now!

Paul Krugman: End this depression now!

di COSIMO PERROTTA

Il premio Nobel dell’economia Paul Krugman, nel suo ultimo libro, End this depression now!,[1] ripropone la tesi che l’attuale depressione è simile a quella degli anni Trenta;[2] è quindi una crisi “keynesiana”, dovuta a mancanza di domanda. Nell’Introduzione, egli premette: non mi chiedo (come fanno gli altri) perché siamo a questo punto, ma piuttosto: che cosa facciamo adesso? E ricorda l’icastica affermazione di Keynes: “The boom, not the slump, is the time for austerity” (l’austerità va bene durante la crescita, non durante la crisi). Continua a leggere

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