Tag Archives: Nicolò Bellanca

Un nuovo blocco sociale contro le disuguaglianze

17 Ott

l’articolo 17-10-2016 di Aldo Randazzo

1444072748-0-ragusa-terza-in-italia-per-disuguaglianze-socialiContinuando la riflessione iniziata qui il 18/07/2016, ricordiamo che l’articolo di Bellanca che commentavamo cerca di identificare, nella complessa società contemporanea, un “blocco sociale” attraverso il quale sviluppare una proposta di riforma.[1] Continua a leggere

Annunci

Bellanca, per un nuovo blocco sociale

18 Lug

l’articolo  18-7-2016 di Aldo Randazzo

Nicolò Bellanca

Nicolò Bellanca

L’interrogativo che vogliamo porci, insieme a Nicolò Bellanca,[1] è se sia oggi possibile costruire un blocco sociale per avviare un’efficace politica di sinistra. Bellanca muove da tre angoli d’osservazione:

  1. Negli USA, la composizione della forza-lavoro negli anni si è profondamente modificata. Robert B. Reich evidenzia una riduzione della manodopera, tra il ’91 e il 2015, del 5% nelle aziende manifatturiere e, in generale, negli uffici amministrativi. Nello stesso periodo, c’è stato un incremento del 20% nei servizi alla persona (commercio, ristorazione, domestici, agenti immobiliari, ecc.). Sorprendente è ciò che accade nel settore che Reich definisce “servizi simbolico-analitici” (ingegneri, docenti universitari, ricercatori, avvocati, banchieri d’affari, consulenti aziendali, analisti di sistema, marketing, moda, architettura, cinema, spettacolo, ecc.). In questo settore si registra una divaricazione tra chi, per l’alta qualificazione raggiunta, opera in settori dinamici ad alto valore aggiunto, con alti redditi e vita intensa ma gratificante, con alti confort e chi resta ai margini in attività precarie, frustranti e poco redditizie.

Continua a leggere

La libertà degli eguali nel potere

23 Nov

Il documento  23-11-2015            di Nicolò Bellanca

liberta-eguali-510

  1. «Uno dei segni più nitidi del declino dell’intelligenza critica è l’incapacità di un numero crescente di nostri contemporanei di immaginare una figura dell’avvenire che non sia una semplice amplificazione del presente».[1] In questo breve articolo, rimandando a una trattazione maggiormente sistematica,[2] effettuo un esercizio d’immaginazione critica: come possiamo oggi concepire un futuro che valutiamo “migliore” secondo criteri esplicitamente argomentati e da chiunque contestabili? Quali caratteristiche avrebbe un “buon posto per vivere” che colga e rafforzi alcune tendenze storiche che stanno spingendo le persone a divaricare il mondo della vita dal mondo delle merci?

Continua a leggere

Il socialismo cooperativo di Bruno Jossa

24 Nov

di Nicolò Bellanca

 Le imprese gestite dai lavoratori possono superare il capitalismo?

américa-do-sulSecondo Bruno Jossa (autore di Il marxismo e le sfide della globalizzazione, Manifestolibri, Roma, 2012, pp.361, euro 38,00) l’aspetto più significativo dello sviluppo capitalistico «è che esso realizza il passaggio da un sistema che produce merci a mezzo di merci ad un sistema che produce denaro a mezzo di denaro» (pp.240-41). Continua a leggere

Piketty: il divario crescente fra rendite e redditi da lavoro – II parte

6 Ott

di Nicolò Bellanca

 Può la politica ridurre gli squilibri nella distribuzione della ricchezza?

Il capitalismo patrimoniale secondo Thomas Piketty (fonte: The Guardian)

Il capitalismo patrimoniale secondo Thomas Piketty (fonte: The Guardian)

 Come contrastare politicamente questa dinamica strutturale non egualitaria? Mentre l’imposta progressiva sul reddito è stata la grande innovazione fiscale del XX secolo, secondo Piketty il XXI secolo dovrebbe adottare l’imposta progressiva planetaria, annuale e permanente, sul capitale. Un esempio del tipo di piano tariffario che Piketty ha in mente è un’imposta dell’1% sulle fortune tra 1 e 5 milioni di euro e del 2% per i patrimoni al di sopra di 5.000.000 €.  Continua a leggere

Piketty: il divario crescente fra rendite e redditi da lavoro – I parte

29 Set

di Nicolò Bellanca

É vero che l’accumulo improduttivo di ricchezza cresce più velocemente della produzione di ricchezza?

Il capitalismo patrimoniale secondo Thomas Piketty

Il capitalismo patrimoniale secondo Thomas Piketty

In riferimento a Capital in the Twenty-First Century di Thomas Piketty (Harvard U. P., Cambridge, Mass., 2014; ed. orig. Le Capital au XXIe siècle, Seuil, Paris, 2013), il Nobel Paul Krugman ha scritto (New York Review of Books, 8/05/2014): «E’ questo un libro che cambierà sia il modo con cui pensiamo la società, sia il modo con cui facciamo scienza economica». Anziché farmi travolgere da un simile entusiasmo, ne propongo un breve resoconto ragionato. Continua a leggere

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: