Tag Archives: disoccupazione

I capitalisti amano la crisi?

16 Apr
selacapo.net

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In una ricerca presentata nella Real-World Economics Review, n. 66, 2014, pp. 65-73 (Shimshon Bichler and Jonathan Nitzan, “How capitalists learned to stop worrying and love the crisis”), gli autori argomentano che la crisi piace ai capitalisti, al contrario di quanto si pensi. Gli economisti, infatti, inclusi quelli marxisti, sono abituati a pensare all’accumulazione che i capitalisti perseguono come a un aumento della ricchezza reale. In realtà, ciò che i capitalisti cercano non è l’aumento della ricchezza reale (mezzi di produzione e prodotti finali), né quindi l’aumento dei loro “godimenti” come utilizzatori di questa ricchezza. Essi cercano bensì l’aumento dei loro redditi e del potere che vi è connesso. Ora,  dicono gli autori, la crisi causa una redistribuzione dei redditi attraverso la crescente disoccupazione. Ciò significa che i ricchi accrescono i loro redditi a spese dei ceti bassi. Ecco perché i capitalisti – almeno oggi, o forse da sempre – “amano la crisi”.      Continua a leggere

La disoccupazione nascosta nelle economie avanzate

15 Dic

di Cosimo Perrotta

La crisi ci sta riportando ai livelli delle economie più arretrate. Vediamo come.

4978362207_53a164c27a_o-1024x790A metà Novecento gli economisti dello sviluppo crearono il concetto di disoccupazione nascosta.[1] Il ragionamento era questo: se con tecniche arretrate e cento addetti ottengo un certo prodotto, ma posso ottenerne la stessa quantità con tecniche avanzate e dieci addetti, allora 90 addetti della produzione arretrata sono disoccupati nascosti, anche se lavorano (ciò vale solo quando l’economia arretrata è in contatto con una più avanzata). Continua a leggere

Accumulazione finanziaria e declino del lavoro

23 Gen

di  Angelo Salento [Documenti]

La fabbrica della crisi. Fianziarizzazione delle imprese e declino del lavoro”, di A. Salento e Giovanni Masino, Carocci 2013

La fabbrica della crisi. Fianziarizzazione delle imprese e declino del lavoro”, di A. Salento e Giovanni Masino, Carocci 2013

È almeno dalla pionieristica ricerca di Richard Sennett (1998) che la sociologia ha iniziato a far luce intorno alle implicazioni delle “nuove” modalità di lavoro sulla condizione sociale ed esistenziale dei lavoratori. Benché non siano mancate e tuttora non manchino letture ambivalenti (e qualche volta incantate) dei processi di individualizzazione del mercato del lavoro, della diffusione della “auto-imprenditorialità”, del “lavoro autonomo di seconda generazione”, il disagio e la deprivazione connessi alla rarefazione del lavoro e alla diffusione del lavoro flessibile/precario sono diventati oggetto, progressivamente, di una letteratura sociologica ricca e sono entrati nel discorso sociale. Continua a leggere

European Union unemployment – a Euro problem?

31 Ott

by Merijn Knibbe [Documenti]

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I´ve divided the EU in three parts (which by the way also makes more economic sense than lumping countries together in a non-Euro hodgepodge): the Eurozone, emerging EU (the former communist very low wages weak unions flexible labour markets countries) and the non-Euro core (the UK, Sweden and Denmark).
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Il monito degli economisti

2 Ott

ft-piccola-e-larga1La crisi economica in Europa continua a distruggere posti di lavoro. Alla fine del 2013 i disoccupati saranno 19 milioni nella sola zona euro, oltre 7 milioni in più rispetto al 2008: un incremento che non ha precedenti dal secondo dopoguerra e che proseguirà anche nel 2014. La crisi occupazionale affligge soprattutto i paesi periferici dell’Unione monetaria europea, dove si verifica anche un aumento eccezionale delle sofferenze bancarie e dei fallimenti aziendali; la Germania e gli altri paesi centrali dell’eurozona hanno invece visto crescere i livelli di occupazione. Continua a leggere

Gli immigrati nel mercato del lavoro italiano: concorrenza o complementarità

21 Feb

di Sebastiano Cardinale

sciopero-degli-immigratiIn Italia la disoccupazione non diminuisce, ma nonostante ciò il flusso di immigrati non si arresta. Lo dicono gli studi di settore, come quelli del CRELI (Centro di ricerca per i problemi del lavoro e dell’impresa). I dati più recenti registrano infatti un aumento della presenza di immigrati nel mercato del lavoro. Essa è passata negli ultimi quindici anni da una percentuale pressoché irrilevante a valori prossimi al 10% della forza lavoro[1]. Continua a leggere

Italy’s Jobs-and-Pollution Showdown

3 Gen

ilvaRiportiamo un interessante articolo pubblicato sul Business Week da il 13 Dicembre 2012 relativo alla vicenda dell’Ilva di Taranto.

The southern Italian city of Taranto’s most distinctive feature isn’t its picturesque coastline, its cathedral, or its castle. It’s the heavy taste of metal in the air—a tang that leaves the unaccustomed visitor with a tingle in the back of the throat, the product of the Ilva steelworks. On one side of the bay stretch manicured sidewalks and coffee shops. On the other loom giant cranes and a forest of chimneys pumping smoke. Continua a leggere

C’è scarsità o sovrabbondanza nella crisi attuale?

22 Ott

di COSIMO PERROTTA

Alessandro Roncaglia, attuale presidente della Società italiana degli economisti, di recente ha messo a confronto il concetto di scarsità dei neo-classici (la teoria economica oggi dominante) e quello della linea Smith-scuola classica-Keynes-Sraffa.[1] La scarsità dei neoclassici riguarda solo il singolo. Essa dipende dalla dotazione iniziale di risorse e dal desiderio di un certo bene. Ogni soggetto esprime quindi nel mercato la sua domanda per un certo bene. Il rapporto fra la domanda complessiva e la disponibilità del bene (offerta) determina il prezzo. Continua a leggere

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