Per aumentare gli investimenti non serve aumentare il risparmio

30 Apr

Flash 30-4-2015

risparmio_economicoIn un interessante articolo di Fabian Lindner, “Does Saving Increase the Supply of Credit? A Critique of Loanable Funds Theory”, World Economic Review, 4, 2015, pp. 1-26, sembrano tornare di attualità le analisi di Schumpeter sulla creazione di credito e quelle di Keynes sul fatto che gli investimenti non dipendono dal costo del denaro (spesso si trascura la fondamentale connessione tra queste due analisi). L’autore sostiene che non è vero che l’aumento di risparmio aumenti l’offerta di credito, come in genere si crede. Nell’interpretazione dominante, un maggior risparmio, ottenuto abbassando i consumi, aumenta l’offerta di credito, quindi abbassa i tassi d’interesse e, infine, accresce i capitali disponibili per l’investimento. In realtà, argomenta l’autore, l’offerta di credito è del tutto indipendente dal volume del risparmio, perciò ridurre i consumi non serve a nessuno. Addirittura il risparmio finanziario, cioè l’accumulo di capitali finanziari, riducendo i redditi di altri consumatori, riduce anche la loro capacità di spesa e di risparmio. L’autore spiega che l’eccesso di risparmio, lungi dal provocare un eccesso nell’offerta di credito e quindi un abbassamento dei tassi d’interesse, porta a un eccesso nell’offerta di beni e servizi o/e di lavoro, e ciò abbasserà sia i prezzi che la produzione.

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