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Il fascismo di ieri e quello di oggi

3 Set

Risultati immagini per fascismo ieri e oggidi Cosimo PerrottaDibattiti 3 settembre 2018

C’è un ritorno del fascismo oggi in Italia e nel mondo? E’ nato un dibattito su questo nei media.
Un inquietante articolo di Fintan O’Toole (1) descrive con efficacia la politica di Trump – e anche di Salvini – finalizzata ad assuefare gradualmente l’opinione pubblica ad atti brutali, che di primo acchito non verrebbero accettati. Trump va per tentativi, pronto a fare marcia indietro negando di aver detto una cosa, se l’iniziativa suscita ancora scandalo, ma poi riprovandoci con più accortezza.

Il fascismo, scrive O’Toole, non ha bisogno di una maggioranza. Gli basta un 40% fanatico che consenta di manipolare le elezioni. Ciò di cui ha bisogno è una macchina di propaganda che faccia passare come fatti certi delle mere illazioni ed ipotesi. Ad esempio, le scene di disperazione dei bambini degli immigrati, quando li hanno staccati dai loro genitori in USA, sono trasmesse dalle TV di destra col commento che potevano essere finzioni. Da qui si è passati a dire che non si possono accogliere bambini menzogneri.

Purtroppo O’Toole coglie una tendenza reale. Aggiungiamo che il fascismo ha bisogno del fanatismo, e quindi di un nemico inventato verso cui dirigere l’odio della gente. L’odio è un ingrediente essenziale del fascismo. Esso dà ai suoi seguaci una falsa identità e suscita il bisogno della protezione dell’uomo forte.

Si pensi alle dichiarazioni subdole di Salvini contro i migranti (“E’ finita la pacchia”; basta migranti che stanno in albergo, o che vanno in crociera, a spese degli italiani; basta con le Ong, i taxi del mare; ecc.). Queste insinuazioni hanno una tale presa sulle menti culturalmente deboli che hanno suscitato e suscitano molte aggressioni e persino assassinii contro immigrati innocenti. Un tizio, intervenuto a “Prima pagina” (Rai 3) il 30 agosto – cioè il giorno dopo la notizia del video sulle torture subite in Libia dai migranti della nave Diciotti – insisteva che si vedono sbarcare questi migranti “ben pasciuti”.

C’è di più. Il fascismo ha bisogno di ostentare la sua forza umiliando il nemico; e di far capire che la legalità, di cui si proclama paladino, va imposta ai nemici ma non a se stessi. Perciò Salvini ha sequestrato i migranti della nave Diciotti e adesso si vanta, come Mussolini, dei reati che gli vengono contestati (“tanti nemici, tanto onore”; “io andrò avanti”).

Tutti questi aspetti erano già presenti nel fascismo classico del Novecento. Tuttavia, nelle tendenze di oggi verso il fascismo c’è una differenza. Siccome la democrazia, almeno per ora, rimane un valore positivo troppo diffuso, ecco che i partiti e i regimi antidemocratici si camuffano da democratici. Ce n’è in giro una vasta gamma. Da quelli che soffocano la libertà di stampa con mezzi economici e polizieschi (Ungheria) o giudiziari (Polonia) a quelli che incarcerano decine di migliaia di giornalisti e dipendenti pubblici non servili (Turchia) a quelli che perseguitano gli immigrati (Ungheria, Italia) a quelli che legittimano le formazioni naziste e razziste (USA, Germania). Le variazioni includono i regimi in cui si assassinano regolarmente gli avversari politici (Russia); quelli che diffondono false notizie contro partiti ed esponenti democratici con campagne capillari e ben orchestrate (ancora Russia) e quelli che si avvalgono di questa diffusione (USA, Italia, Gran Bretagna e in generale ogni forza che sia contraria alla Unione Europea).

Tutti questi partiti e regimi pagano un omaggio formale alle elezioni a suffragio universale; anche quando queste si svolgono con il monopolio dei media, le minacce e la repressione degli avversari. L’idea di democrazia proclamata da Orbán racchiude il nocciolo del fascismo di oggi. Questi dice di essere per la democrazia purché non sia liberale. Che vuole dire con questa distinzione senza senso? Vuole dire che l’unico meccanismo democratico consentito è il suffragio universale. Una volta stabilito chi possiede la maggioranza, quest’uomo o partito che sia può fare quello che vuole, senza i noiosi vincoli di garanzia liberale che, in uno stato davvero democratico, impediscono prepotenze ed arbitri.

Ma, a pensarci bene, non è la stessa tesi che ci sentiamo ripetere in Italia da più di vent’anni? Prima da Berlusconi, che diceva che i giudici non sono eletti mentre lui sì; e quindi processarlo era antidemocratico. Ora da Salvini, che afferma che “gli italiani sono con lui” e se lui viene accusato di commettere reati è assolto in partenza.

Che futuro ha il nuovo fascismo? Non si può dire a priori. Dipende dalle forze democratiche che lo contrastano.

(1) Fintan O’Toole, “Trials runs for fascism are in full flow. Babies in cages were no ‘mistake’ by Trump but test-marketing for barbarism”, The Irish Times, 26/6/2018.
https://www.irishtimes.com/opinion/fintan-o-toole-trial-runs-for-fascism-are-in-full-flow-1.3543375

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Gli arrivi dei migranti sono un decimo di quelli del 2015, ma l’isteria aumenta

16 Lug

Risultati immagini per migrantiMigranti e Sviluppo – Commenti esteri n° 20
a cura di Piero Rizzo

Per questo numero abbiamo selezionato un editoriale dell’Observer del 17 giugno u.s. molto critico nei confronti della UE a incominciare dal titolo: “Il punto di vista dell’Observer sui migranti che muoiono perché l’Europa si sta piegando al populismo”, e dal sottotitolo: “Il dramma della nave di salvataggio Aquarius mette in luce le terribili conseguenze del fallimento delle politiche migratorie”. Continua a leggere

Appello di padre Alex Zanotelli ai giornalisti italiani

16 Lug

Risultati immagini per Alex Zanotelli

Migranti e Sviluppo n. 20

Condividete e fate in modo che gli italiani sappiano cosa sta veramente vivendo gran parte della popolazione africana. Continua a leggere

Veganomics?

9 Lug

Risultati immagini per Veganomics?Questo blog non è in alcun modo vegano. Ma condivide la preoccupazione per l’eccesso devastante di produzione di carne e per la crudeltà degli allevamenti intensivi. C.P.

a cura di Piero Rizzo Continua a leggere

Minsky: salario sociale, disoccupazione e lo stato come datore di lavoro

2 Lug

Risultati immagini per salario socialedi Cédric Durand e Dany LangSocietà
La Grande Recessione del 2007 si è trasformata in Europa in disastro sociale. In Francia, la politica di Hollande comprendeva un rigore di bilancio senza precedenti (in 5 anni, tagli di 60 miliardi), la “golden rule” europea che limita il disavanzo strutturale allo 0,5% del PIL, l’offerta alle imprese 20 miliardi sotto forma di crediti di imposta e maggiore flessibilità sul mercato del lavoro. Un orientamento neoliberista. Continua a leggere

Commenti esteri N° 19

26 Giu

a cura di Piero RizzoMigranti e Sviluppo, giugno 2018

“Tre anni fa, la Germania era ammirata a livello mondiale per la sua cultura dell’accoglienza, le immagini delle stazioni ferroviarie di Monaco viaggiavano in tutto il mondo”, ha detto Dräxler. “Cosa è successo di quella cultura? Ora c’è solo paura dei rifugiati “.
Questa è la conclusione di un articolo del Guardian del 21 maggio scorso, dal titolo: ” la Germania istituisce centri di detenzione di massa per i richiedenti asilo”. Lo scopo è di accelerare la deportazione dei richiedenti asilo cui viene negato il permesso di soggiorno. In precedenza i nuovi arrivati venivano distribuiti in tutto in paese.
Qual è il vero scopo di questa operazione? Il tentativo del governo di Angela Merkel di rovesciare la strategia per mettere un argine all’ondata di populismo. Riportiamo, liberamente tradotti, alcuni stralci dell’articolo.
I centri di detenzione di massa “anchor” (acronimo di arrivo, decisione, rimpatrio) che il ministero degli interni tedesco vuole istituire in tutto il paese, alimenteranno le tensioni tra residenti e migranti, affermano le organizzazioni umanitarie.
Attraverso di essi si vuole inviare il messaggio agli aspiranti migranti che essi hanno poche possibilità di rimanere, ha detto Daniel Waidelich, membro del governo dell’Alta Baviera. Da settembre 2015, il centro di Manching ha effettuato 1.000 deportazioni, mentre 2.500 detenuti sono partiti volontariamente.
I critici dicono che i nuovi centri creano difficoltà ai detenuti che hanno possibilità di ottenere asilo: non possono incominciare ad integrarsi nella società.
“L’integrazione è come un tavolo a quattro gambe”, ha detto Willi Dräxler dell’associazione umanitaria Caritas. “La lingua, i contatti con la comunità locale, un lavoro e una casa sono tutti ingredienti vitali. Se togli una gamba, il tavolo barcollerà. All’interno di questi centri di transito l’integrazione non si sta verificando”.
All’interno dei centri, la frustrazione per le lunghe attese spesso è al punto di ebollizione. “Non ci viene detto perché siamo qui”, ha detto Kelvi Batin, originario della Nigeria. “Sarebbe meglio se ci dicessero subito appena arrivati che non possiamo rimanere”.
Durante un recente tour dei media nei locali, un gruppo di nigeriani ha inscenato una protesta improvvisata, cantando “Vogliamo la nostra libertà” e sollevando cartelli fatti a mano con le scritte: “Siamo stanchi di vivere nei campi. Per favore, abbiamo bisogno di esser trasferiti”.
Brevi considerazioni da parte nostra.
Che il problema immigrati sia al primo posto nell’agenda dei più grandi paesi europei è del tutto evidente. Altrettanto evidente è che simili sono le soluzioni velleitarie che si cerca di adottare. Queste misure come i tentativi di spostare parte del problema in Africa sono solo fumo negli occhi con la speranza di porre un argine alla cosiddetta deriva populista.
Più volte sulle pagine di questo blog è stata ribadita la necessità di inserire gli immigrati nel mondo del lavoro nel più breve tempo possibile. Lasciarli inoperosi per lunghi tempi nei centri di identificazione ed espulsione, oltre ad essere disumanizzante, può essere anche controproducente (come riportato nell’articolo).
Purtroppo, vista la presente situazione politica, le considerazioni appena fatte sono da ascrivere tra i pii desideri.

https://www.theguardian.com/world/2018/may/21/germany-to-roll-out-mass-holding-centres-for-asylum-seekershttps://www.theguardian.com/world/2018/may/21/germany-to-roll-out-mass-holding-centres-for-asylum-seekers

Come integrare i migranti – II parte

26 Giu

Risultati immagini per integrare i migranti

di Aldo Randazzo – Migranti e sviluppo n. 19 – giugno 2018

La prima delle questioni è quella del lavoro. Gran parte degli immigrati arrivati in questi ultimi anni vive oggi ai margini della società con lavori mal retribuiti e di grave sfruttamento (raccolta delle arance e dei pomodori, mance derivanti da piccoli lavoretti, piccoli commerci, ecc.). La condizione di “clandestinità” li condanna a questa sorte senza via d’uscita. Per dare pari opportunità è necessario in questo caso, oltre alla concessione dei permessi di soggiorno, costruire e far funzionare la rete dei centri per l’impiego alla pari di altri paesi europei. Ciò offrirebbe la possibilità di: Continua a leggere

I vari miti sul Sud e la loro funzione di occultamento

18 Giu

i miti del Sud di Cosimo Perrotta

Risultati immagini per miti sul Sud italiaNell’articolo del mese scorso abbiamo visto che il regno del Sud si costruisce sulla sconfitta delle città mercantili autonome, sul dominio finanziario e commerciale (di tipo coloniale) dei mercanti del Nord e sullo sfruttamento disumano dei contadini da parte dei feudatari (1). Continua a leggere

Diritto al cibo e “diversità” ambientale

11 Giu

di Maurizia Pierri

Risultati immagini per Diritto al ciboNel 1976 Rozin teorizzò  il cosiddetto  “dilemma dell’onnivoro”,[1] che risale a Rousseau e Brillat-Savarin. Gli animali non onnivori non hanno dubbi su cosa mangiare; le loro preferenze sono geneticamente determinate e i loro sistemi digestivi sono in grado di assorbire tutto ciò di cui l’organismo ha bisogno da una piccola gamma di beni alimentari. Gli onnivori (come l’uomo), invece, devono dedicare tempo e riflessione per capire quali tra gli innumerevoli alimenti offerti dalla natura possano essere ingeriti senza rischio. Le loro scelte sono dettate dalla necessità di sopravvivere, dal gusto ma anche dalla cultura. Quest’ultima  codifica le regole di una dieta “prudente” con una serie complessa di tabù, rituali, ricette, norme e tradizioni. “Mangiare è una quotidiana riaffermazione di identità culturale”, come è stato detto. [2] Continua a leggere

Sfruttare meglio i poveri attraverso le divisioni razziali

4 Giu

di Cosimo Perrotta

Risultati immagini per divisioni razzialiIn un eccellente articolo su Politico (1), Joshua Zeitz passa in rassegna le ricerche fatte sulle politiche USA tese a rafforzare lo sfruttamento attraverso la discriminazione verso i neri. La questione fu impostata da W.E.B. Du Bois (Black Reconstruction, 1935), il quale analizzò l’atteggiamento degli operai bianchi. Questi accettavano un pesante sfruttamento (salari molto bassi e cattive condizioni di lavoro), uguale a quello dei neri, in cambio di un compenso: essere ritenuti superiori agli stessi neri. Continua a leggere