Archivio | DISUGUAGLIANZE RSS feed for this section

I vari miti sul Sud e la loro funzione di occultamento

18 Giu

i miti del Sud di Cosimo Perrotta

Risultati immagini per miti sul Sud italiaNell’articolo del mese scorso abbiamo visto che il regno del Sud si costruisce sulla sconfitta delle città mercantili autonome, sul dominio finanziario e commerciale (di tipo coloniale) dei mercanti del Nord e sullo sfruttamento disumano dei contadini da parte dei feudatari (1). Continua a leggere

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Diritto al cibo e “diversità” ambientale

11 Giu

di Maurizia Pierri

Risultati immagini per Diritto al ciboNel 1976 Rozin teorizzò  il cosiddetto  “dilemma dell’onnivoro”,[1] che risale a Rousseau e Brillat-Savarin. Gli animali non onnivori non hanno dubbi su cosa mangiare; le loro preferenze sono geneticamente determinate e i loro sistemi digestivi sono in grado di assorbire tutto ciò di cui l’organismo ha bisogno da una piccola gamma di beni alimentari. Gli onnivori (come l’uomo), invece, devono dedicare tempo e riflessione per capire quali tra gli innumerevoli alimenti offerti dalla natura possano essere ingeriti senza rischio. Le loro scelte sono dettate dalla necessità di sopravvivere, dal gusto ma anche dalla cultura. Quest’ultima  codifica le regole di una dieta “prudente” con una serie complessa di tabù, rituali, ricette, norme e tradizioni. “Mangiare è una quotidiana riaffermazione di identità culturale”, come è stato detto. [2] Continua a leggere

Sfruttare meglio i poveri attraverso le divisioni razziali

4 Giu

di Cosimo Perrotta

Risultati immagini per divisioni razzialiIn un eccellente articolo su Politico (1), Joshua Zeitz passa in rassegna le ricerche fatte sulle politiche USA tese a rafforzare lo sfruttamento attraverso la discriminazione verso i neri. La questione fu impostata da W.E.B. Du Bois (Black Reconstruction, 1935), il quale analizzò l’atteggiamento degli operai bianchi. Questi accettavano un pesante sfruttamento (salari molto bassi e cattive condizioni di lavoro), uguale a quello dei neri, in cambio di un compenso: essere ritenuti superiori agli stessi neri. Continua a leggere

La scandalosa distribuzione della ricchezza

30 Apr

Risultati immagini per distribuzione della ricchezzaNel dicembre scorso fecero scalpore i dati diffusi da Oxfam sulla distribuzione mondiale della ricchezza. Nel 2009 il 50% più povero della popolazione mondiale possedeva una ricchezza uguale a quella dei 380 miliardari più ricchi del pianeta. Questo dato scandaloso è peggiorato fortemente da allora. Nel 2017 la ricchezza complessiva del 50% più povero (3 miliardi e 700 milioni di persone) equivaleva a quella delle 42 persone più ricche del pianeta, cioè a circa 1.500 miliardi di dollari. Continua a leggere

Distopia e povertà nel mondo

3 Apr

Risultati immagini per povertà nel mondo

di David F. Ruccio
da Real World Economics Review Blog, 29 gennaio 2018

(Ruccio riporta un grafico della Banca Mondiale dove risulta, fra l’altro, che 6,9 milioni di europei, 3,3 milioni di abitanti negli USA, e in tutto 13,8 milioni nei paesi sviluppati vivono con 4 dollari al giorno o meno). Continua a leggere

Franzini e Pianta: le cause delle diseguaglianze crescenti

15 Gen

di Aldo Randazzo
Maurizio Franzini e Mario Pianta esaminano il tema delle diseguaglianze da diversi anni. L’ultimo lavoro comune (Disuguaglianze – Quante sono, come combatterle, Laterza, 2016) può considerarsi una loro sintesi aggiornata.
In questo decennio l’accumulazione del capitale e la distribuzione della ricchezza e del reddito sono stati regolati e determinati da un accresciuto potere finanziario. Stiglitz e Piketty sono gli analisti che hanno approfondito questi temi e giustamente sono tra i più citati dai nostri autori.
Quattro sono i “motori” che Franzini e Pianta individuano quali cause delle diseguaglianze:
Il potere del capitale sul lavoro. La crescita di questa potere appare dal confronto tra la crescita della produttività e quella dei salari medi. “Ponendo pari a 100 i valori del 1991, la produttività ha raggiunto un indice di 117 e i salari sono poco sopra 106”. È evidente che la maggiore produttività ha determinato un incremento di profitto a danno dei salari. Le nuove tecnologie e la progressiva perdita delle tutele contrattuali dei lavoratori hanno determinato la precarizzazione e la svalorizzazione del lavoro. Da tale sviluppo hanno guadagnato anche i top manager e i professionisti ottenendo redditi un tempo insperati; mentre le nuove tecnologie hanno favorito le figure più professionalizzate. In controtendenza sono i dati relativi al confronto tra paesi di antica o recente industrializzazione; infatti le differenze nel reddito medio tra paesi si sono ridotte. Le delocalizzazioni hanno migliorato le condizioni di vita di tante popolazioni diseredate ma hanno peggiorato quelle dei paesi già industrializzati. Riguardo alle ricchezze accumulate, grazie a operazioni speculative favorite dall’ascesa della finanza, quelle private sono cresciute più del PIL alimentando, anche per questa via, le diseguaglianze di reddito.
Il capitalismo oligarchico. I maggiori rendimenti da capitale sono sempre più frutto di condizioni di monopolio e oligopolio che accrescono il condizionamento politico di poche famiglie. Il trasferimento delle grandi ricchezze di generazione in generazione cristallizza inoltre gli assetti sociali, limitando la mobilità. Politiche fiscali favorevoli nelle successioni ereditarie sono state perseguite in quasi tutti i paesi. A patrimoni diversi sono correlati redditi diversi. I paesi dove la trasmissione intergenerazionale della diseguaglianza sono più marcate sono gli USA, il Regno Unito, l’Italia e la Spagna. Le diseguaglianze sono attenuate per Danimarca, Svezia e Giappone.
L’individualizzazione del lavoro. Le condizioni di lavoro sempre più parcellizzate e ridotte ad attività isolata, hanno indebolito il potere contrattuale dei lavoratori e delle loro organizzazioni. Inoltre, alle diverse capacità economiche delle famiglie corrispondono diversi livelli d’istruzione dei giovani. Ciò determina gerarchie sempre più rigide nelle strutture sociali.
L’arretramento della politica. A partire dagli anni Ottanta, con l’affermarsi di politiche neoliberiste, gli Stati hanno progressivamente rinunciato alla loro funzione redistributiva indebolendo la tassazione su redditi e patrimoni. La finanza è divenuta la forza dominante nella maggior parte delle economie contribuendo ad indebolire le politiche di welfare sociali e accentuando tutte le forme di diseguaglianza. Anche in questo caso le differenze penalizzano maggiormente i paesi mediterranei rispetto al Nord Europa.
Questi quattro motori interagiscono tra loro generando diseguaglianze economiche e sociali. Ma è in particolare “l’arretramento della politica” che amplifica e rende irreversibile il processo: “meno politiche su disuguaglianze di mercato, minore redistribuzione attraverso tasse e spesa pubblica”. Se un tempo era diffusa l’idea che le diseguaglianze stimolassero la crescita, è evidente che oggi non è così: le diseguaglianze limitano i fattori di crescita.
Per invertire le tendenze in atto, Franzini e Pianta individuano alcune misure che riguardano principalmente: il contenimento del potere della finanza attraverso un sua regolamentazione; la limitazione delle posizioni di rendita; il miglioramento dei salari, redistribuendo adeguatamente il frutto della maggiore produttività; la modifica del sistema impositivo per redditi e patrimoni a favore delle fasce più deboli; il rafforzamento dell’istruzione pubblica, dando alle famiglie possibilità d’accesso non legate al reddito; l’introduzione di un reddito minimo universale che assicuri una vita dignitosa.
Non abbiamo riportato dati e citazioni, di cui il testo è ricco. Il quadro sulle cause delle diseguaglianze appare esaustivo per i dati ufficiali noti. Ma gli stessi autori riconoscono come insufficiente la conoscenza sulle diseguaglianze dovute a traffici illeciti, corruzione, evasione ed elusione fiscali, etc. Su questo, l’analisi può procedere solo per stime e supposizioni.

Metamorfosi Boko Haram

20 Nov

di Marco Cochi (da NigriziaNotizie 31 ottobre 2017) 

Risultati immagini per Boko Haram

    L’annunciata uccisione della moglie dello storico leader di Boko Haram è un duro colpo al movimento terrorista che, diviso al suo interno in fazioni e braccato dagli eserciti di cinque stati, sembra si stia dedicando con sempre più determinazione al commercio illegale di armi e droga.   Continua a leggere

Il partito personale e la democrazia

13 Nov

l’articolo 13-11-2017 di Oreste Massari

Risultati immagini per Il partito personale e la democraziaC’è un tipo di partito che mi pare del tutto in antitesi con i requisiti funzionali che la logica di funzionamento della democrazia richiede ai partiti politici, ed è il cosiddetto partito personale. Continua a leggere

Si aggrava la crisi anglofona in Camerun

6 Nov

il documento – Africa senza pace, n. 2 di Marco Cochi

da Nigrizia Notizie, martedì 24 ottobre 2017

Risultati immagini per Si aggrava la crisi anglofona in CamerunLe proteste della popolazione di lingua inglese in Camerun contro il governo centrale, in corso da un anno, sembrano essere sfuggite di mano al presidente Paul Biya. La sua violenta repressione ha ottenuto solo il rafforzamento delle istanze secessioniste delle due regioni occidentali. La situazione è al limite dello scontro armato, ma può rientrare con il dialogo e immediate concessioni autonomiste. Continua a leggere

La democrazia nel mercato: i consumatori

2 Ott

Risultati immagini per i consumatoriCaro Direttore, a prima vista può sembrare un non senso parlare di democrazia nel mercato. Una formula ambigua la definiscono A. Panzeri e E. Corali in La “Democrazia economica”: Regime democratico e regime di mercato due realtà irrimediabilmente diverse e concorrenti. Anzi è proprio l’aspetto competitivo fra i due sistemi a rendere praticamente ambigue formule come “democrazia nel mercato”, “democrazia di mercato”, “capitalismo democratico”.  Se si può essere d’accordo sull’ambiguità dell’espressione “capitalismo democratico”,  mi sembra che si sia troppo frettolosamente liquidata anche l’espressione “democrazia nel mercato”. Continua a leggere