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Franzini e Pianta: le cause delle diseguaglianze crescenti

15 Gen

di Aldo Randazzo
Maurizio Franzini e Mario Pianta esaminano il tema delle diseguaglianze da diversi anni. L’ultimo lavoro comune (Disuguaglianze – Quante sono, come combatterle, Laterza, 2016) può considerarsi una loro sintesi aggiornata.
In questo decennio l’accumulazione del capitale e la distribuzione della ricchezza e del reddito sono stati regolati e determinati da un accresciuto potere finanziario. Stiglitz e Piketty sono gli analisti che hanno approfondito questi temi e giustamente sono tra i più citati dai nostri autori.
Quattro sono i “motori” che Franzini e Pianta individuano quali cause delle diseguaglianze:
Il potere del capitale sul lavoro. La crescita di questa potere appare dal confronto tra la crescita della produttività e quella dei salari medi. “Ponendo pari a 100 i valori del 1991, la produttività ha raggiunto un indice di 117 e i salari sono poco sopra 106”. È evidente che la maggiore produttività ha determinato un incremento di profitto a danno dei salari. Le nuove tecnologie e la progressiva perdita delle tutele contrattuali dei lavoratori hanno determinato la precarizzazione e la svalorizzazione del lavoro. Da tale sviluppo hanno guadagnato anche i top manager e i professionisti ottenendo redditi un tempo insperati; mentre le nuove tecnologie hanno favorito le figure più professionalizzate. In controtendenza sono i dati relativi al confronto tra paesi di antica o recente industrializzazione; infatti le differenze nel reddito medio tra paesi si sono ridotte. Le delocalizzazioni hanno migliorato le condizioni di vita di tante popolazioni diseredate ma hanno peggiorato quelle dei paesi già industrializzati. Riguardo alle ricchezze accumulate, grazie a operazioni speculative favorite dall’ascesa della finanza, quelle private sono cresciute più del PIL alimentando, anche per questa via, le diseguaglianze di reddito.
Il capitalismo oligarchico. I maggiori rendimenti da capitale sono sempre più frutto di condizioni di monopolio e oligopolio che accrescono il condizionamento politico di poche famiglie. Il trasferimento delle grandi ricchezze di generazione in generazione cristallizza inoltre gli assetti sociali, limitando la mobilità. Politiche fiscali favorevoli nelle successioni ereditarie sono state perseguite in quasi tutti i paesi. A patrimoni diversi sono correlati redditi diversi. I paesi dove la trasmissione intergenerazionale della diseguaglianza sono più marcate sono gli USA, il Regno Unito, l’Italia e la Spagna. Le diseguaglianze sono attenuate per Danimarca, Svezia e Giappone.
L’individualizzazione del lavoro. Le condizioni di lavoro sempre più parcellizzate e ridotte ad attività isolata, hanno indebolito il potere contrattuale dei lavoratori e delle loro organizzazioni. Inoltre, alle diverse capacità economiche delle famiglie corrispondono diversi livelli d’istruzione dei giovani. Ciò determina gerarchie sempre più rigide nelle strutture sociali.
L’arretramento della politica. A partire dagli anni Ottanta, con l’affermarsi di politiche neoliberiste, gli Stati hanno progressivamente rinunciato alla loro funzione redistributiva indebolendo la tassazione su redditi e patrimoni. La finanza è divenuta la forza dominante nella maggior parte delle economie contribuendo ad indebolire le politiche di welfare sociali e accentuando tutte le forme di diseguaglianza. Anche in questo caso le differenze penalizzano maggiormente i paesi mediterranei rispetto al Nord Europa.
Questi quattro motori interagiscono tra loro generando diseguaglianze economiche e sociali. Ma è in particolare “l’arretramento della politica” che amplifica e rende irreversibile il processo: “meno politiche su disuguaglianze di mercato, minore redistribuzione attraverso tasse e spesa pubblica”. Se un tempo era diffusa l’idea che le diseguaglianze stimolassero la crescita, è evidente che oggi non è così: le diseguaglianze limitano i fattori di crescita.
Per invertire le tendenze in atto, Franzini e Pianta individuano alcune misure che riguardano principalmente: il contenimento del potere della finanza attraverso un sua regolamentazione; la limitazione delle posizioni di rendita; il miglioramento dei salari, redistribuendo adeguatamente il frutto della maggiore produttività; la modifica del sistema impositivo per redditi e patrimoni a favore delle fasce più deboli; il rafforzamento dell’istruzione pubblica, dando alle famiglie possibilità d’accesso non legate al reddito; l’introduzione di un reddito minimo universale che assicuri una vita dignitosa.
Non abbiamo riportato dati e citazioni, di cui il testo è ricco. Il quadro sulle cause delle diseguaglianze appare esaustivo per i dati ufficiali noti. Ma gli stessi autori riconoscono come insufficiente la conoscenza sulle diseguaglianze dovute a traffici illeciti, corruzione, evasione ed elusione fiscali, etc. Su questo, l’analisi può procedere solo per stime e supposizioni.

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Metamorfosi Boko Haram

20 Nov

di Marco Cochi (da NigriziaNotizie 31 ottobre 2017) 

Risultati immagini per Boko Haram

    L’annunciata uccisione della moglie dello storico leader di Boko Haram è un duro colpo al movimento terrorista che, diviso al suo interno in fazioni e braccato dagli eserciti di cinque stati, sembra si stia dedicando con sempre più determinazione al commercio illegale di armi e droga.   Continua a leggere

Il partito personale e la democrazia

13 Nov

l’articolo 13-11-2017 di Oreste Massari

Risultati immagini per Il partito personale e la democraziaC’è un tipo di partito che mi pare del tutto in antitesi con i requisiti funzionali che la logica di funzionamento della democrazia richiede ai partiti politici, ed è il cosiddetto partito personale. Continua a leggere

Si aggrava la crisi anglofona in Camerun

6 Nov

il documento – Africa senza pace, n. 2 di Marco Cochi

da Nigrizia Notizie, martedì 24 ottobre 2017

Risultati immagini per Si aggrava la crisi anglofona in CamerunLe proteste della popolazione di lingua inglese in Camerun contro il governo centrale, in corso da un anno, sembrano essere sfuggite di mano al presidente Paul Biya. La sua violenta repressione ha ottenuto solo il rafforzamento delle istanze secessioniste delle due regioni occidentali. La situazione è al limite dello scontro armato, ma può rientrare con il dialogo e immediate concessioni autonomiste. Continua a leggere

La democrazia nel mercato: i consumatori

2 Ott

Risultati immagini per i consumatoriCaro Direttore, a prima vista può sembrare un non senso parlare di democrazia nel mercato. Una formula ambigua la definiscono A. Panzeri e E. Corali in La “Democrazia economica”: Regime democratico e regime di mercato due realtà irrimediabilmente diverse e concorrenti. Anzi è proprio l’aspetto competitivo fra i due sistemi a rendere praticamente ambigue formule come “democrazia nel mercato”, “democrazia di mercato”, “capitalismo democratico”.  Se si può essere d’accordo sull’ambiguità dell’espressione “capitalismo democratico”,  mi sembra che si sia troppo frettolosamente liquidata anche l’espressione “democrazia nel mercato”. Continua a leggere

Crisi e repressione in Egitto

10 Lug

di Pino Dragoni – Il Manifesto

da NENA: Near East News Agency – Agenzia Stampa Vicino Oriente, 5 luglio 2017

egittoSotto al-Sisi la popolazione egiziana si è impoverita e nuovi aumenti dei prezzi colpiscono le classi più deboli. Il malcontento è diffuso e radicato ma manca un fronte organizzato anti-governativo, disintegrato dalla repressione di Stato Continua a leggere

Evasione fiscale e piccole imprese

19 Giu

il documento 12-6-2017 di Emmanuele Bobbio

Risultati immagini per Evasione fiscaleRiassunto in italiano di “Evasione fiscale, dinamica d’impresa e crescita aggregata”, ricerca della banca d’Italia Continua a leggere

Giustizia civile: la via Crucis si accorcia, ma di poco

22 Mag

il documento 22-5-2017 dell’ Ufficio Parlamentare di Bilancio

Risultati immagini per Giustizia civileSi sa che la lentezza patologica della giustizia civile italiana è una delle maggiori cause del nostro ritardo economico. Questa lentezza nega di fatto un pilastro fondamentale della convivenza civile: la certezza del diritto. Essa inoltre disincentiva gli investimenti; scoraggia la concorrenza basata sul merito;  premia il clientelismo, l’abusivismo e la corruzione. Sul piano privato, essa nega di fatto i diritti civili e umani; e incoraggia l’anarchia e l’abuso. Riportiamo qui parte della Introduzione di una ricerca ufficiale svolta in merito. I risultati furono accennati sui giornali nel luglio scorso; ma dopo è tornato sul problema un fitto silenzio (la Redazione) Continua a leggere

Lo sciopero della fame dei palestinesi nelle carceri israeliane

15 Mag

il documento 15-5-2017

1511027492-1

foto tratto da: Infopal

La Lega araba ha chiesto ieri alle Nazioni Unite di aprire un’inchiesta internazionale sulle “violazioni” commesse da Israele nelle sue carceri. I palestinesi, intanto, denunciano i trasferimenti dei prigionieri e i continui blitz delle guardie israeliane nelle loro celle. Manifestazioni di solidarietà a Betlemme e Ramallah Continua a leggere

Le multinazionali e il diritto

20 Mar

L’articolo 20-3-2017 di Anna Pellanda

Risultati immagini per multinazionali

tratto da Biofila

Si può sostenere che libertà individuale e benessere sociale sono i due sistemi che il diritto cerca di armonizzare relativamente al problema delle multinazionali. Il loro rapporto non è né scontato né a una direzione ma è piuttosto un confronto/scontro che si svolge per  tappe diverse nei diversi paesi. Per quanto riguarda l’Occidente le esperienze più significative di regolamentazione anti-monopoli si hanno negli Stati Uniti e nell’Unione Europea e si nota che negli U.S.A. si parte dall’individualismo liberista per raggiungere posizioni di conciliazione sociale mentre in Europa si parte da contesti sociali per giungere a valorizzare i comportamenti concorrenziali.

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