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SVIMEZ: studio sulla qualità della Pubblica Amministrazione

14 Gen
SVIMEZ(Articolo tratto da Regione.it 2860 – 13/01/2016) SVIMEZ (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) propone uno studio sulla qualità delle istituzioni, con tanto di classifica basata su specifici criteri adottati. In particolare si sottolinea che bisogna ancora colmare i divari nei diritti di cittadinanza nel Paese.
In questa graduatoria la qualità della Pubblica Amministrazione è più alta al Centro/Nord che al Sud, analizzando le performance di regioni e province italiane negli anni 2004-2012. In testa è la regione Toscana e la provincia di Firenze in particolare.

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Sul “teorema del bilancio in pareggio”

14 Dic

L’articolo  14-12-2015 di Arturo Hermann

money-scalesCome è noto, il tema della riduzione della spesa pubblica e della tassazione è al centro del dibattito di politica economica. In relazione con questi aspetti, vi è la diffusa convinzione, in particolare da parte degli esponenti della supply side economics, che una riduzione delle imposte, accompagnata da una riduzione più moderata della spesa, e quindi con aumento del disavanzo del bilancio pubblico, possa costituire un fattore di stimolo per l’economia. Continua a leggere

Canfora e Zagrebelsky: “La maschera democratica dell’oligarchia” – 2° parte

22 Gen

L’articolo 19/1/2015 di Aldo Randazzo

canfora.zagrebL’oligarchia che domina in Europa (e in Italia)

Parallelamente alla riduzione di spazi della politica abbiamo assistito ad una perdita di sovranità degli Stati, segnatamente in Europa. Precludendo agli Stati europei la possibilità di proprie politiche monetarie e in assenza di istituzioni sovranazionali realmente democratiche, s’è dato spazio ai “centri di potere finanziari dislocati fuori, oltre gli Stati, che degli Stati fanno a meno” (Zagrebelsky) e che ne condizionano le politiche economiche. Al tempo stesso la politica, che era luogo per la scelta dei fini, è divenuta attività esecutiva di decisioni assunte fuori dalle istituzioni rappresentative. Si rende, così, “incomodo” il voto popolare e la democrazia stessa diviene un intralcio. Continua a leggere

Canfora e Zagrebelsky: “La maschera democratica dell’oligarchia” – 1° parte

12 Gen

di Aldo Randazzo

La maschera democratica dell'oligarchia - copertina

La maschera democratica dell’oligarchia – copertina

Perché le attuali democrazie sono in realtà oligarchie camuffate

Definire la struttura del potere negli Stati moderni è alquanto complesso. Formalmente le nostre sono democrazie con rappresentanze elettive e leggi costituzionali che regolano la convivenza civile. Storicamente tuttavia la vita democratica ha avuto modi diversi di esplicitarsi. Continua a leggere

Sabino Cassese e la ricostruzione dello Stato

15 Set

di Oreste Massari

 Le élite dirigenti italiane sanno far fronte agli aumentati impegni del governo e dello Stato?

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Sabino Cassese, Governare gli italiani. Storia dello Stato, Bologna, il Mulino 2014

L’ultima opera di Sabino Cassese, Governare gli italiani. Storia dello Stato, Bologna, il Mulino 2014, è una sistemazione teorica e storica della sua ricerca sullo stato moderno e contemporaneo, attraverso riflessioni di quasi un cinquantennio. Le principali tappe della ricerca sono L’amministrazione dello Stato (1976), Esiste un governo in Italia? (1980), La crisi dello Stato (2002), Lo stato fascista (2010), L’Italia: una società senza Stato? (2011), Chi governa il mondo? (2013).  Come si vede già dai titoli, la ricerca di Cassese è definita da due termini ricorrenti: stato e governo. Da tutta l’opera si evince che l’oggetto di studio è la funzione e l’attività di governo. Lo stato, complessivamente inteso, non è altro che una struttura di supporto del governo. Da qui la centralità dell’amministrazione, degli apparati, dei funzionari e dei loro rapporti con la società e l’economia. Continua a leggere

E’ possibile lo sviluppo senza investimenti pubblici per l’innovazione? Mazzucato dice no

1 Set

di Angelo Salento  

 

Lo Stato Innovatore di M.Mazzucato

Lo Stato Innovatore di M.Mazzucato

Il libro della Mazzucato su Lo Stato innovatore[1] è, a giusto titolo, uno dei lavori economici più celebrati degli ultimi anni. Si colloca accanto alla monumentale ricerca di Piketty (2013); alla lucidissima ricostruzione del post-2008 di Streeck (2013); alle tante ricerche sull’accumulazione finanziaria (come ad es. Lapavitsas 2013).

La tesi di Mazzucato è semplice: gli stati nazionali hanno un ruolo fondamentale nei processi di innovazione economica e tecnologica. Se questo oggi non può è scontato, ciò si deve alla straordinaria pervasività e resilienza delle mitologie liberiste, che mostrano (in Italia forse più che altrove) di poter resistere anche a clamorose smentite. Continua a leggere

Cittadinanza per gli stranieri: una priorità da paese civile

12 Mag

di Arianna Genovese

Il riconoscimento della cittadinanza degli stranieri residenti in Italia è un nodo cruciale per lo sviluppo di un paese che intenda definirsi civile.

Dagli anni Novanta l’Italia, da paese con una lunga storia di emigrazione, è divenuto paese di crescente immigrazione, e oggi rappresenta una tappa intermedia per le migrazioni dirette verso il nord Europa.

In questi trent’anni la normativa sull’emigrazione è mutata più volte, senza riuscire ad armonizzare regole e diritti, con un’evidente incapacità politica e legislativa nell’affrontare questi temiin modo complessivo. Continua a leggere

La delocalizzazione come occasione di sviluppo

24 Feb

di Cosimo Perrotta

delocalizzazioneLa delocalizzazione è la tendenza delle imprese, soprattutto industriali, dei paesi più sviluppati a trasferirsi in altri paesi. Essa è accentuata dalla globalizzazione (liberalizzazione del commercio internazionale).

Le imprese che si spostano possono farlo per due motivi. La maggior parte va in paesi dove il lavoro è meno protetto (salari più bassi; sicurezza, previdenza e assistenza più deboli); dove anche il consumatore è meno protetto; ci sono facilitazioni fiscali, ed è anche più facile evadere le imposte; l’esportazione dei profitti è più semplice; l’energia è meno cara; ecc. Tutto questo abbassa i costi di produzione. È il caso delle imprese dell’Europa occidentale che vanno verso l’Europa dell’est, in Asia e America Latina; o delle imprese cinesi che vanno in Vietnam (chiamiamola delocalizzazione verso il basso). Continua a leggere

Il cuneo fiscale nella trappola della stagnazione

6 Feb

di Paolo Pini[1] [Documenti] 

soldi.nanopress.itCome si dovrebbe ridurre il cuneo fiscale (cioè gli oneri fiscali sul lavoro dipendente), al fine di ridurre il costo del lavoro? Ipotizziamo che si voglia ridurre la crescita del costo del lavoro di circa 1 punto percentuale l’anno, e cioè dal 2,2% (crescita media annua del periodo 2000-2012) ad 1,1%, cioè poco meno del divario di produttività. Siccome il cuneo copre circa il 50% del costo del lavoro complessivo, esso dovrebbe ridursi di più del 2% medio annuo, per ridurre il suo peso sul costo del lavoro di circa 1 punto percentuale ogni anno, a partire dal 47% attuale. Continua a leggere

Zimbabwe: diamonds are not people’s best friend

16 Gen

by Deniz Kellecioglu * [Documenti]

http://www.ondanomala.org/2011/05/15/lafrica-violata/Zimbabwe is now a one-party state again. This is clear since Robert Mugabe and his ZANU-PF scooped the presidency and 76 percent of the parliament. Their success is based on a mix of reasons: legitimate votes; unfair election process; grotesque fraudulent practices at election day; but also a major failure of the opposition parties to involve and respond to the needs of ordinary Zimbabweans. Continua a leggere

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