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Il treno dei bambini, di Viola Ardone

18 Nov

di Franco Martina

A Milano nell’autunno del ’45 prese corpo l’iniziativa di inviare i bambini rimasti soli in Emilia, Marche e Toscana; poi si aggiunsero quelli del Mezzogiorno (12.000 solo da Napoli) e i figli degli operai e dei contadini morti o arrestati per le proteste di Modena, Reggio Emilia, Melissa, Montescaglioso. Circa 70.000 bambini, dal 1946 al 1952, furono accolti curati vaccinati mandati a scuola da famiglie che parlavano un dialetto diverso, che avevano abitudini diverse e in quel modo dettero un contributo concreto anche alla costruzione della nuova cittadinanza repubblicana (Angelo Ventrone, La cittadinanza repubblicana, Bologna, Il Mulino, 1998).
È questa pagina dimenticata, o rimossa, che ha ispirato il bel romanzo di Viola Ardone Il treno dei bambini (Einaudi, 2019). Un libro sapiente, perché obbliga il lettore a un’autonoma riflessione e a una personale presa di posizione che non permettono risposte comode.
l libro di Ardone non illumina tanto il lato buono della storia, quanto la vera e propria lacerazione interiore vissuta dai bambini per la tensione tra il mondo familiare che lasciano e quello nuovo in cui sono accolti. Questa ferita è al centro del libro ed è raccontata in prima persona dal protagonista Amerigo Speranza in un classico “muto dialogo” con la madre Antonietta. Proprio il nome di Amerigo e quello della donna che lo accolse e ospitò a Modena, Derna, agganciano il libro di Ardone a un’altra storia, a persone e fatti reali. Una decina di anni fa l’antropologo Giovanni Rinaldi raccolse le testimonianze orali di quanti avevano vissuto la repressione della manifestazione popolare avvenuta a San Severo, nel foggiano, il 23 marzo 1950. Come a Melissa e a Montescaglioso, i cafoni (Il cafone all’inferno è il titolo con cui Tommaso Fiore raccontò questi avvenimenti) chiedevano pace e lavoro, ma furono affrontati con i carri armati e 180 persone furono arrestate con l’accusa di insurrezione contro i poteri dello Stato. A Michele Di Nunzio andò anche peggio, perché restò ucciso a soli 33 anni (Giovanni Rinaldi, I treni della felicità. Storie di bambini in viaggio tra due Italie, Ediesse, 2009). 70 bambini restarono in mezzo a una strada. Tra questi c’era Americo Marino, un bambino di sei anni i cui genitori erano stati arrestati. E come gli altri salì su un treno che lo avrebbe portato ad Ancona, dove sarebbe stato accolto da una giovane sindacalista, Derna Scandali. Sono molti gli aspetti de Il treno dei bambini che ricordano la vicenda di San Severo. Tanto che si è obbligati a chiedersi perché Viola Ardone abbia scelto per il romanzo una diversa contestualizzazione, non solo geografica, ma sociale e soprattutto politica. La risposta si trova, forse, in un passaggio nel suo libro, precisamente nelle parole di Margherita, la donna di partito che individua i bambini e organizza i viaggi e le adozioni. Una donna di grande umanità che, dovendo convincere Amerigo a fare per suo fratello quello che altri avevano fatto per lui, dice

Era più facile una volta. C’era il partito, c’erano le compagne e compagni del partito. Oggi non ci sta più niente, chi vuol fare qualcosa di buono lo deve fare da solo, Per conto proprio. Una volta ci stava la sezione che, quartiere per quartiere, organizzava le iniziative per i bambini. E così li toglievamo dalla strada. Mo sono rimasti solo i preti a fare questo … Che, non dico di no, male non fanno, anzi spesso fanno pure bene. Ma non è una cosa politica, non so se mi spiego, è carità. È differente ( p. 199 ).

Aver collocato la storia di Amerigo non nel contesto delle lotte contadine degli anni 50, ma in quello della Napoli popolare del secondo dopoguerra, è servito proprio a darle un respiro più vasto, meno datato e collocato. Ma è servito soprattutto a evidenziare il valore politico nuovo di certe scelte di vita, che non viene sufficientemente sottolineato. Una politica che non usa gli uomini, che non è finalizzata alla conservazione del potere, ma che sa sentire i bisogni e sa rispondere a quanti non hanno neanche le parole per esprimersi. C’era un’esigenza di questo tipo di politica non nei partiti e nelle associazioni, che pure avevano sostenuto e realizzato i treni dei bambini, ma nelle donne (soprattutto) e negli uomini, nelle famiglie che si resero disponibili ad accogliere quei bambini, a vestirli, a dargli un’istruzione. Ma soprattutto sentendosi responsabili del loro futuro.Sarebbe un errore pensare che questa particolare sottolineatura sia il frutto dell’immaginazione narrativa di Viola Ardone.
Nel libro di Giovanni Rinaldi è riportata una testimonianza delle sorelle Ada e Teresa Foschini, due ormai anziane signore, figlie di Soccorsa Mollica che in quella manifestazione di San Severo aveva il compito di ‘portabandiera’ e per questo fu arrestata il 23 marzo 1950 e liberata il 29 aprile 1951. Le figlie riportano il breve dialogo tra la madre e il pubblico ministero del processo:

“Ma signora mia, voi mamme che avete i figli, pensate ai vostri figli e a stare a casa”. E mia madre ha detto: “Signor pretore, ho fatto due sposalizi, uno con mio marito e uno col partito”. “Io ti ammiro, però… le donne non dovete occuparvi di politica”. “Ci dobbiamo occupare eccome, perché siamo madri e sappiamo noi quello che succede a casa (pp. 48-49).

Non si poteva spiegare meglio la necessità del rinnovamento della politica, dopo le umiliazioni imposte dal fascismo, che in quei primi anni repubblicani sembravano tutt’altro che superate. Quella necessità e le sue motivazioni non sono mai morte. Sono solo state nascoste; come la scatola di latta in cui Amerigo aveva riposto il suo tesoro. Nascoste per vergogna, per un falso senso di pudore. Aver ‘raccontato’ questa politica è il grande merito del libro di Viola Ardone, in cui si ricorda che l’accoglienza e la solidarietà hanno anche un sapore amaro, per chi dà e per chi riceve. E tuttavia, quello che si può fare si deve fare.

Il partito personale e la democrazia

13 Nov

l’articolo 13-11-2017 di Oreste Massari

Risultati immagini per Il partito personale e la democraziaC’è un tipo di partito che mi pare del tutto in antitesi con i requisiti funzionali che la logica di funzionamento della democrazia richiede ai partiti politici, ed è il cosiddetto partito personale. Continua a leggere

Africa senza pace n. 1 / Rwanda, tortura e impunità

16 Ott

Il documento 16-10-2017

Risultati immagini per RwandaPubblichiamo qui il primo di una serie di documenti che parlano dei massacri e le violazioni dei diritti umani che si svolgono oggi in Africa. Dedichiamo questi documenti a chi ritiene che i profughi che arrivano in Europa da paesi non ufficialmente in stato di guerra non abbiano diritto all’accoglienza.

 

Rwanda, tortura e impunità Continua a leggere

Evasione fiscale e piccole imprese

19 Giu

il documento 12-6-2017 di Emmanuele Bobbio

Risultati immagini per Evasione fiscaleRiassunto in italiano di “Evasione fiscale, dinamica d’impresa e crescita aggregata”, ricerca della banca d’Italia Continua a leggere

Giustizia civile: la via Crucis si accorcia, ma di poco

22 Mag

il documento 22-5-2017 dell’ Ufficio Parlamentare di Bilancio

Risultati immagini per Giustizia civileSi sa che la lentezza patologica della giustizia civile italiana è una delle maggiori cause del nostro ritardo economico. Questa lentezza nega di fatto un pilastro fondamentale della convivenza civile: la certezza del diritto. Essa inoltre disincentiva gli investimenti; scoraggia la concorrenza basata sul merito;  premia il clientelismo, l’abusivismo e la corruzione. Sul piano privato, essa nega di fatto i diritti civili e umani; e incoraggia l’anarchia e l’abuso. Riportiamo qui parte della Introduzione di una ricerca ufficiale svolta in merito. I risultati furono accennati sui giornali nel luglio scorso; ma dopo è tornato sul problema un fitto silenzio (la Redazione) Continua a leggere

Survival launches “Stop Brazil’s Genocide” campaign in Olympic year

30 Mag

il documento  30-5-2016

business-humanrights.org

business-humanrights.org

The Guarani Kaiowá face brutal violence and the theft of their ancestral land, and suffer from the highest suicide rate in the world.

Survival International has launched a campaign to prevent the annihilation of tribal peoples in Brazil to coincide with the 2016 Olympic Games in Rio. Continua a leggere

Per un reddito minimo garantito – I parte

4 Apr

l’articolo  4-4-2016  di Antonio Baldo

Seguendo Gunnar Myrdal (1), prima di qualsiasi argomentazione è opportuno chiarire definizioni e premesse che si danno per scontate. Riguardo all’Italia, essenziali – anche se non uniche – sono le seguenti. Continua a leggere

Per una teoria del “Piano Marshall per gli immigrati” – II: l’intervento esterno

7 Set

immigratil’articolo 7-9-2015 di Cosimo Perrotta

(la prima parte, sull’intervento all’interno, è apparsa il 13 luglio)

Le terribili tragedie dei migranti di questa estate ci dicono che niente li può fermare, e che l’unico rimedio è di intervenire all’origine, nei paesi da cui partono. Solo lo sviluppo di questi paesi può rallentare i flussi, organizzando un “Piano Marshall” che giovi sia a loro che ai paesi donatori. Continua a leggere

CIE, DIRITTI E MALAFFARE

3 Set

L’articolo  3-9-2015 di Gianfranco Gatti

foto_CIE_engSecondo il rapporto sui CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione),approvato dalla Commissione parlamentare per la tutela dei diritti umani nel settembre 2014, i CIE hanno tratti incostituzionali, non recepiscono le direttive UE, e violano i diritti umani. Continua a leggere

Per una teoria del “Piano Marshall per gli immigrati” – I: l’intervento interno

13 Lug

l’articolo 13/7/2015 di Cosimo Perrotta

MarshallPlanChe cos’è e come si giustifica la richiesta di un “Piano Marshall per gli immigrati”, richiamato nell’appello del 2 luglio scorso?

Nel Piano Marshall originale (1948-53), attuato a favore dei paesi europei distrutti dalla guerra, gli USA erogarono oltre 17 miliardi di dollari (di allora) in forma di prestiti a tasso zero o molto agevolato e a lungo termine, oppure (la maggior parte) come donazioni a fondo perduto. Una parte di questi “prestiti”  era data a condizione che il paese ricevente la impiegasse per acquistare prodotti del paese donatore. Continua a leggere

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