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La Scatola di latta: riscoprire la comunità attraverso la poesia, la memoria, la cultura locale 

24 Lug

Con questo articolo pubblicato su Labsus il 13/07/2018, a cura di di Claudia Ferrari, la redazione di Sviluppo Felice vi augura buone vacanze e vi informa che le pubblicazioni riprenderanno a settembre.

La Scatola di latta: le “invasioni dolci” che attraversano il Sud

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La storia che vi raccontiamo prende il via da una domanda: come contribuire allo sviluppo del proprio territorio all’indomani di una laurea in Scienze per la cooperazione e lo sviluppo? A interrogarsi è Gianluca Palma, che si definisce il custode sociale di una scatola molto particolare, uno scrigno di beni comuni, raccolti come fiori con riguardo e cura, camminando per le vie dei paesi del sud della Puglia. Con uno statuto per la costituzione di un’Associazione di Promozione Sociale, scritto ma lasciato in un cassetto, la Scatola di latta è formata da un gruppo spontaneo di persone, che opera da tre anni principalmente sul territorio della provincia di Lecce, rivolgendo però lo sguardo a tutto il meridione.

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Un convegno su “Le migrazioni: occasione di sviluppo in Italia e in Africa”

26 Mar

Migranti e Sviluppo – Lavoro/Accoglienza n. 16 (marzo 2018)

Nel prossimo autunno (data probabile, 26-27 ottobre) Humanfirst – l’associazione che pubblica questo mensile insieme a Sviluppo Felice – sta programmando un convegno nazionale, da tenere a Lecce, dove saranno invitati a parlare i maggiori esperti italiani delle migrazioni attuali verso l’Italia, soprattutto docenti universitari, operatori Ong e rappresentanti di istituzioni. Continua a leggere

Africa senza pace n. 1 / Rwanda, tortura e impunità

16 Ott

Il documento 16-10-2017

Risultati immagini per RwandaPubblichiamo qui il primo di una serie di documenti che parlano dei massacri e le violazioni dei diritti umani che si svolgono oggi in Africa. Dedichiamo questi documenti a chi ritiene che i profughi che arrivano in Europa da paesi non ufficialmente in stato di guerra non abbiano diritto all’accoglienza.

 

Rwanda, tortura e impunità Continua a leggere

Clima, migranti e Piano Marshall per l’Africa

5 Giu

l’articolo 5-6-2017 di Cosimo Perrotta

Risultati immagini per Piano MarshallC’è un punto in cui i due maggiori fattori di crisi sociale nel mondo (inquinamento ambientale e migrazioni) si toccano; ed è un punto dirimente sia per queste due grandi tragedie sia per lo sviluppo mondiale. Si tratta dell’esodo dovuto al collasso dell’agricoltura in molti paesi africani. In quasi tutta l’Africa l’agricoltura è l’attività economica fondamentale, o come percentuale di PIL o come percentuale di occupati. Essa è un’attività fragilissima, e la sua crisi è la causa principale della fame e dell’esodo di molti africani verso l’Europa. Continua a leggere

CONVERSAZIONI A SUD-EST “Visioni, suoni, sapori, poesie, storie di Sud”

9 Feb

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L’aiuto internazionale alla repressione in Etiopia

16 Gen

 il documento 16-1-2017 

Giulia Franchi e Luca Manes hanno scritto un impressionante opuscolo sulle devastazioni ambientali ed umane perpetrate in Etiopia con l’attivo sostegno del cosiddetto aiuto internazionale e in particolare di quello italiano.[1] I due autori descrivono innanzitutto i tortuosissimi ostacoli frapposti dal governo etiope alla documentazione su quanto avviene nella valle dell’Omo, una vasta regione che confina con il Kenya. Gli ostacoli sono tali che gli autori non sono riusciti a raggiungere la regione, e hanno solo potuto raccogliere drammatiche testimonianze della popolazione locale. Continua a leggere

Bellanca, per un nuovo blocco sociale

18 Lug

l’articolo  18-7-2016 di Aldo Randazzo

Nicolò Bellanca

Nicolò Bellanca

L’interrogativo che vogliamo porci, insieme a Nicolò Bellanca,[1] è se sia oggi possibile costruire un blocco sociale per avviare un’efficace politica di sinistra. Bellanca muove da tre angoli d’osservazione:

  1. Negli USA, la composizione della forza-lavoro negli anni si è profondamente modificata. Robert B. Reich evidenzia una riduzione della manodopera, tra il ’91 e il 2015, del 5% nelle aziende manifatturiere e, in generale, negli uffici amministrativi. Nello stesso periodo, c’è stato un incremento del 20% nei servizi alla persona (commercio, ristorazione, domestici, agenti immobiliari, ecc.). Sorprendente è ciò che accade nel settore che Reich definisce “servizi simbolico-analitici” (ingegneri, docenti universitari, ricercatori, avvocati, banchieri d’affari, consulenti aziendali, analisti di sistema, marketing, moda, architettura, cinema, spettacolo, ecc.). In questo settore si registra una divaricazione tra chi, per l’alta qualificazione raggiunta, opera in settori dinamici ad alto valore aggiunto, con alti redditi e vita intensa ma gratificante, con alti confort e chi resta ai margini in attività precarie, frustranti e poco redditizie.

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Quando la Siria ospitava i rifugiati europei

20 Giu

il documento  20-6-2016 di Evan Taparata e Kuang Keng Kuek Ser – PRI

 

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Nei primi anni ’40, Aleppo (così come Nuseirat in Palestina e diverse località in Egitto) ha accolto migliaia di europei in fuga dagli orrori e dalle tragedie della seconda guerra mondiale.           

Da quando cinque anni fa è scoppiata la guerra civile in Siria, milioni di rifugiati hanno cercato porto sicuro in Europa via terra e via mare, attraverso la Turchia e il Mediterraneo. Continua a leggere

PER UN REDDITO MINIMO GARANTITO – II parte

18 Apr

l’articolo  18-4-2016 di Antonio Baldo

povertà-41-300x192Ogni meccanismo sociale comporta diritti e doveri, vantaggi e costi, anche di natura diversa. Si sta parlando di reddito minimo e non di reddito di “cittadinanza”, né di un sostegno di disoccupazione. La forma più semplice è mettere a disposizione una somma di denaro, ma non è l’unica possibile. Vediamo alcune possibili voci. Continua a leggere

Palestina. L’ultimo giorno dell’occupazione sarà il primo giorno della pace

1 Feb

Il documento 1-2-2016 La Francia riconosce lo Stato palestinese

di Mario Paolini, Valerio Baldissara e Valentina Verze (cooperanti in Palestina)

viva_palestina_by_shaheen_zaman-d6z12sh“Un’analisi delle cause dell’escalation di violenza di questo ultimo periodo a Gerusalemme, in Cisgiordania e Gaza: dai crescenti attacchi dei coloni ai palestinesi a quelli di alcuni giovani dei Territori occupati nei confronti di israeliani, fino alle speciali misure di “sicurezza” emanate dal gabinetto di sicurezza israeliano. Continua a leggere

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