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Africa senza pace n. 1 / Rwanda, tortura e impunità

16 Ott

Il documento 16-10-2017

Risultati immagini per RwandaPubblichiamo qui il primo di una serie di documenti che parlano dei massacri e le violazioni dei diritti umani che si svolgono oggi in Africa. Dedichiamo questi documenti a chi ritiene che i profughi che arrivano in Europa da paesi non ufficialmente in stato di guerra non abbiano diritto all’accoglienza.

 

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Clima, migranti e Piano Marshall per l’Africa

5 Giu

l’articolo 5-6-2017 di Cosimo Perrotta

Risultati immagini per Piano MarshallC’è un punto in cui i due maggiori fattori di crisi sociale nel mondo (inquinamento ambientale e migrazioni) si toccano; ed è un punto dirimente sia per queste due grandi tragedie sia per lo sviluppo mondiale. Si tratta dell’esodo dovuto al collasso dell’agricoltura in molti paesi africani. In quasi tutta l’Africa l’agricoltura è l’attività economica fondamentale, o come percentuale di PIL o come percentuale di occupati. Essa è un’attività fragilissima, e la sua crisi è la causa principale della fame e dell’esodo di molti africani verso l’Europa. Continua a leggere

CONVERSAZIONI A SUD-EST “Visioni, suoni, sapori, poesie, storie di Sud”

9 Feb

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L’aiuto internazionale alla repressione in Etiopia

16 Gen

 il documento 16-1-2017 

Giulia Franchi e Luca Manes hanno scritto un impressionante opuscolo sulle devastazioni ambientali ed umane perpetrate in Etiopia con l’attivo sostegno del cosiddetto aiuto internazionale e in particolare di quello italiano.[1] I due autori descrivono innanzitutto i tortuosissimi ostacoli frapposti dal governo etiope alla documentazione su quanto avviene nella valle dell’Omo, una vasta regione che confina con il Kenya. Gli ostacoli sono tali che gli autori non sono riusciti a raggiungere la regione, e hanno solo potuto raccogliere drammatiche testimonianze della popolazione locale. Continua a leggere

Bellanca, per un nuovo blocco sociale

18 Lug

l’articolo  18-7-2016 di Aldo Randazzo

Nicolò Bellanca

Nicolò Bellanca

L’interrogativo che vogliamo porci, insieme a Nicolò Bellanca,[1] è se sia oggi possibile costruire un blocco sociale per avviare un’efficace politica di sinistra. Bellanca muove da tre angoli d’osservazione:

  1. Negli USA, la composizione della forza-lavoro negli anni si è profondamente modificata. Robert B. Reich evidenzia una riduzione della manodopera, tra il ’91 e il 2015, del 5% nelle aziende manifatturiere e, in generale, negli uffici amministrativi. Nello stesso periodo, c’è stato un incremento del 20% nei servizi alla persona (commercio, ristorazione, domestici, agenti immobiliari, ecc.). Sorprendente è ciò che accade nel settore che Reich definisce “servizi simbolico-analitici” (ingegneri, docenti universitari, ricercatori, avvocati, banchieri d’affari, consulenti aziendali, analisti di sistema, marketing, moda, architettura, cinema, spettacolo, ecc.). In questo settore si registra una divaricazione tra chi, per l’alta qualificazione raggiunta, opera in settori dinamici ad alto valore aggiunto, con alti redditi e vita intensa ma gratificante, con alti confort e chi resta ai margini in attività precarie, frustranti e poco redditizie.

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Quando la Siria ospitava i rifugiati europei

20 Giu

il documento  20-6-2016 di Evan Taparata e Kuang Keng Kuek Ser – PRI

 

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tg24.sky.it

Nei primi anni ’40, Aleppo (così come Nuseirat in Palestina e diverse località in Egitto) ha accolto migliaia di europei in fuga dagli orrori e dalle tragedie della seconda guerra mondiale.           

Da quando cinque anni fa è scoppiata la guerra civile in Siria, milioni di rifugiati hanno cercato porto sicuro in Europa via terra e via mare, attraverso la Turchia e il Mediterraneo. Continua a leggere

PER UN REDDITO MINIMO GARANTITO – II parte

18 Apr

l’articolo  18-4-2016 di Antonio Baldo

povertà-41-300x192Ogni meccanismo sociale comporta diritti e doveri, vantaggi e costi, anche di natura diversa. Si sta parlando di reddito minimo e non di reddito di “cittadinanza”, né di un sostegno di disoccupazione. La forma più semplice è mettere a disposizione una somma di denaro, ma non è l’unica possibile. Vediamo alcune possibili voci. Continua a leggere

Palestina. L’ultimo giorno dell’occupazione sarà il primo giorno della pace

1 Feb

Il documento 1-2-2016 La Francia riconosce lo Stato palestinese

di Mario Paolini, Valerio Baldissara e Valentina Verze (cooperanti in Palestina)

viva_palestina_by_shaheen_zaman-d6z12sh“Un’analisi delle cause dell’escalation di violenza di questo ultimo periodo a Gerusalemme, in Cisgiordania e Gaza: dai crescenti attacchi dei coloni ai palestinesi a quelli di alcuni giovani dei Territori occupati nei confronti di israeliani, fino alle speciali misure di “sicurezza” emanate dal gabinetto di sicurezza israeliano. Continua a leggere

L’impresa sociale, tra settore privato e cooperazione

26 Ott

l’articolo 26-10-2015 di Elisa Amatista

word-cloud-picture-624x343“La cooperazione vince se sa uscire dai settori tradizionali e innovare, anche nei modelli”, affermava Carlo Borzaga, uno dei maggiori studiosi italiani del terzo settore, intervenendo nel 2013 al Festival dell’Economia di Trento. E’ questa in effetti la sfida per gli operatori della cooperazione allo sviluppo, che siano consapevoli del ruolo sempre più significativo che il settore privato può svolgere nella cooperazione, in una fase di estrema debolezza delle tradizionali forme di economia sociale. Dal momento che oggi lo Stato non riesce più a supportare il sistema del welfare come in passato, si rivela essenziale l’apporto del terzo settore. Ma questo deve assumere forme di organizzazione e di governance che includano nuovi soggetti privati, contaminando le prassi consolidate con soluzioni innovative. Continua a leggere

Emilia Romagna: l’economia solidale si fa legge

12 Mar

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Mondo2-590x400Non fare da soli tutto quello che è possibile fare insieme: è questa l’essenza del nuovo Progetto di legge regionale “Norme per la promozione e il sostegno dell’economia solidale” su impulso del CRESER Continua a leggere

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