Tag Archives: Claudia Sunna

E’ possibile uno sviluppo che sia felice per la popolazione?

12 Dic

logo-sviluppofeliceil documento  12-12-2016 Sintesi della relazione svolta al “Forum of Mediterranean Women Journalists”, Univ. del Salento, 24 nov. 2016.  di Claudia Sunna

 “Sviluppo Felice” è una rivista on-line che utilizza le competenze specialistiche degli autori per discutere in modo divulgativo i problemi economici e sociali. E’ coordinato da Cosimo Perrotta e Gianluca Palma. Ha iniziato le sue pubblicazioni nel settembre 2013. Per i primi due anni ha pubblicato due articoli o documenti a settimana. Adesso ne pubblica uno a settimana, ma l’ultima uscita del mese è dedicata al periodico “Migranti e Sviluppo”, che è interno al blog. Continua a leggere

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Resoconto incontro dell’associazione “Human first” (Lecce, 12 sett. 2015)

17 Set

Ci siamo riuniti in 16 (Elisa Amatista, Paola Cantobelli, Enzo Fischetti, Gianfranco Gatti, Maria Libero, Giancarlo Martelli, Gigi Pedone, Cosimo Perrotta, Aldo Randazzo, Piero Rizzo, Sandra Rotino, Sergio Salvatore, Giuseppe Spedicato, Claudia Sunna, Cristina Sunna, Franco Tommasi), ma c’erano molti assenti giustificati.

Si è osservato che oltre la metà dei ca. 70 iscritti di oggi sono esterni alle province di Lecce e Brindisi, e quindi bisogna attrezzarsi per l’uso di internet come normale strumento di comunicazione.

Si è stabilito che gli scopi dell’associazione sono:

  • promuovere la cultura dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti;
  • difendere i diritti umani, che sono universali, e il diritto dei migranti al lavoro e ad una vita dignitosa, senza violenza e oppressione;
  • agevolare la comunicazione tra le ONG e altre associazioni che lavorano per i migranti;
  • diffondere le informazioni utili all’accoglienza e all’

L’associazione deve ribadire che l’integrazione dei migranti può diventare un potente fattore di sviluppo; e che l’afflusso di giovani forze esterne non possono che giovare al nostro progresso civile ed economico.

L’associazione agirà soprattutto attraverso:

  • articoli e riflessioni, in particolare su Sviluppo Felice o sul nostro sito;
  • la ricerca sui problemi dell’accoglienza e dell’integrazione, anche utilizzando i fondi UE;
  • la promozione o il sostegno di campagne di firme su problemi immediati.

Sul nome dell’associazione si decide di consultare gli assenti [la successiva consultazione ha indicato, a maggioranza il nome di Human first(“Innanzitutto essere umano”)].

Si è deciso di affidare i seguenti compiti.

  • Fischetti e Spedicato: l’informazione e la collaborazione con le ONG;
  • Amatista, Gatti e Cristina Sunna: l’informazione e l’organizzazione sui progetti di ricerca finanziati dalla UE;
  • Sunna e Paolo Wieczorek: la documentazione sulle possibilità di lavoro degli immigrati. In particolare Cr. Sunna diffonderà una normativa della Regione Puglia in merito. Altri documenti, mandati da Wieczorek, su esperienze nel Nord, verranno pubblicati sul sito dell’associazione.
  • Franco Tommasi: la creazione del sito e l’attuazione tecnica degli appelli da firmare (utilizzando accanto alle e-mail, anche nuovi social networks: i soci sono invitati a mandare al prof. Tommasi, dell’Università del Salento, il loro numero di smartphone (tommasi@clio.it).
  • Sergio Salvatore: i rapporti con la ricerca che si svolge nelle Università su questi temi.

Si è anche deciso che saremo una libera associazione, senza obblighi giuridici e senza attività finanziarie. Aiuteremo la creazione di un’associazione di promozione sociale, iscritta nella lista ufficiale di una Regione, per attività finanziate dalla UE e da altri enti pubblici che siano previste dai nostri scopi.

Infine si è deciso che il Direttivo provvisorio e il Comitato dei garanti verranno eletti per via informatica. Ogni socio potrà indicare due nomi per ciascun organismo. I soci sono invitati a mandare una auto-presentazione di 3 righe per facilitare la scelta.

Lavoro per la famiglia e lavoro esterno. Per le donne del Sud conciliarli è più difficile

6 Lug

larticolo 6-7-2015 di Claudia Sunna

logoconciliazione_a-1-300x195Il tema chiamato della conciliazione fra tempi di vita e lavoro, indica il problema di come distribuire il tempo di attività fra impegni familiari e impegni del lavoro esterno. Questo problema non dovrebbe essere distinto dal tema delle politiche per il lavoro e del divario occupazionale fra uomini e donne. Continua a leggere

La crisi attuale vista con gli occhi di Keynes

30 Mar

Claudia Sunna

John-Maynard-Keynes

John-Maynard-Keynes

Nel clima di incertezza generato dalla crisi, oggi si va alla ricerca di spiegazioni alternative per la crescita dei paesi avanzati. Anna Carabelli e Mario Cedrini fanno questo tentativo attraverso l’analisi delle posizioni di John Maynard Keynes sul sistema monetario internazionale che scaturisce dagli accordi di Bretton Woods del 1944[1]. Continua a leggere

La disoccupazione nascosta nelle economie avanzate

15 Dic

di Cosimo Perrotta

La crisi ci sta riportando ai livelli delle economie più arretrate. Vediamo come.

4978362207_53a164c27a_o-1024x790A metà Novecento gli economisti dello sviluppo crearono il concetto di disoccupazione nascosta.[1] Il ragionamento era questo: se con tecniche arretrate e cento addetti ottengo un certo prodotto, ma posso ottenerne la stessa quantità con tecniche avanzate e dieci addetti, allora 90 addetti della produzione arretrata sono disoccupati nascosti, anche se lavorano (ciò vale solo quando l’economia arretrata è in contatto con una più avanzata). Continua a leggere

È davvero necessario eliminare gli aiuti per lo sviluppo?

28 Gen

 di Claudia Sunna

Dambisa Moyo

Dambisa Moyo

Il tema dell’aiuto allo sviluppo ha ricevuto negli ultimi anni una crescente attenzione, alla ricerca di strade alternative. Il punto centrale del dibattito riguarda l’inefficacia delle grandi campagne di intervento per la lotta alla povertà lanciate negli ultimi anni (ad esempio i Millennium Development Goals delle Nazioni Unite). Ci sono visioni antitetiche sull’aiuto. Da un alto alcuni economisti, come Dambisa Moyo[1] e William Easterly[2], sostengono che i grandi piani di sviluppo sono destinati a fallire e che, per di più, continuano a provocare delle gravi distorsioni nelle economie dei paesi che intendono aiutare. Dall’altro lato c’è chi, come Paul Collier, pensa che sia necessario un nuovo sforzo coordinato per favorire lo sviluppo dei paesi più poveri, sul modello del Piano Marshall del secondo dopoguerra[3]. Continua a leggere

Il Mezzogiorno tra ritardo economico e arretratezza culturale

24 Gen
Edward C. Banfield

Edward C. Banfield

di Giuseppe Pesare

La prospettiva “culturalista” per spiegare l’arretratezza socio-economica del Mezzogiorno ha conosciuto alterne fortune negli anni. L’idea di un Mezzogiorno arretrato in quanto “frenato” dal familismo amorale – proposta da Banfield nel 1958 in Le basi morali di una società arretrata – fu prevalentemente criticata in Italia nei due decenni successivi. Dal secondo dopoguerra agli anni Settanta, infatti, quello meridionale era letto soprattutto come problema economico o di politica economica: da un lato il “nuovo meridionalismo”, con un’impostazione “tecnica”, proponeva l’applicazione di politiche economiche formulate da teorie dello sviluppo generali; dall’altro le letture dipendentiste attribuivano il sottosviluppo del Mezzogiorno alle relazioni di dipendenza politica ed economica che si erano instaurate tra Nord e Sud. Continua a leggere

L’arretratezza del Mezzogiorno oggi

18 Ott

Il Meridione è assente dalla poltica. Alle radici dell’arretratezza del Sud ci sono la questione agraria, la dipendenza dall’esterno, lo stato che non funziona.

Segnaliamo la recente pubblicazione del libro L’arretratezza del Mezzogiorno. Le idee, l’economia, la storia, a cura di Cosimo Perrotta e Claudia Sunna (Bruno Mondadori, euro 22). Riportiamo una parte della Prefazione del libro. Il volume è frutto di una ricerca di gruppo (non un libro collettaneo) che contiene saggi di Michele Alacevich, Santina Cutrona, Anna Azzurra Gigante, Cosimo Perrotta, Maurizia Pierri, Fabio Pollice, Salvatore Rizzello, Anna Spada e Claudia Sunna. Continua a leggere

Che cosa sono i figli? Il dibattito sul welfare italiano

3 Set

di CLAUDIA SUNNA

È da qualche anno che si svolge un dibattito in Italia, di recente riaffacciatosi durante il festival dell’Economia di Trento[1], sulla “natura” economica dei figli e sulla conseguente valutazione delle decisioni familiari all’interno del sistema di welfare italiano.

Da un lato c’è l’economista Andrea Ichino che, senza mezzi termini, sostiene che i figli sono un bene privato. Da questo deriva che “lo Stato non può pensare a tutto. Se la conciliazione lavoro-casa è un problema, si facciano meno figli”[2]. L’autorevole modello teorico di riferimento di questa posizione è quello del premio Nobel Gary Becker. Continua a leggere

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