Tag Archives: Paolo Pini

L’Italia chieda una “Bretton Woods” per l’eurozona

16 Ott

brettonLa decisione dell’attuale Presidente francese Francois Hollande di ignorare i vincoli di bilancio europei annunciando di voler rimandare il ritorno del rapporto deficit/PIL sotto il 3% di due anni potrebbe mettere la parola fine al sistema dell’austerità europea fondato sul Fiscal Compact.

La decisione della Francia non fa che sancire uno stato di crisi del sistema (e una violazione diffusa delle regole) che perdura da tempo. I paesi sopra il tre percento nella UE sono molti (oltre alla Francia, Spagna, Grecia, Portogallo, Croazia, Slovenia e persino la virtuosa Polonia) e la Germania da tempo viola il limite superiore del surplus di bilancia commerciale. Continua a leggere

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Lavoro e crisi in Europa secondo Pini

8 Set

di Arianna Genovese

La ripresa economica passa per l’aumento della produttività. Ma quest’ultimo deriva dalla flessibilità del lavoro o dall’aumento dei salari?

 

Lavoro, contrattazione, Europa. Per un cambio di rotta by Paolo Pino (ed. Ediesse, Roma, 2013)

Lavoro, contrattazione, Europa. Per un cambio di rotta by Paolo Pino (ed. Ediesse, Roma, 2013)

Paolo Pini, in Lavoro, contrattazione, Europa. Per un cambio di rotta, Ediesse, Roma, 2013, offre un’interessante riflessione sui principali nodi legati allo sviluppo italiano, con riferimento al contesto europeo. Il libro ha una fortissima carica di attualità, che però va oltre i commenti basati sulla contingenza. Continua a leggere

Il cuneo fiscale nella trappola della stagnazione

6 Feb

di Paolo Pini[1] [Documenti] 

soldi.nanopress.itCome si dovrebbe ridurre il cuneo fiscale (cioè gli oneri fiscali sul lavoro dipendente), al fine di ridurre il costo del lavoro? Ipotizziamo che si voglia ridurre la crescita del costo del lavoro di circa 1 punto percentuale l’anno, e cioè dal 2,2% (crescita media annua del periodo 2000-2012) ad 1,1%, cioè poco meno del divario di produttività. Siccome il cuneo copre circa il 50% del costo del lavoro complessivo, esso dovrebbe ridursi di più del 2% medio annuo, per ridurre il suo peso sul costo del lavoro di circa 1 punto percentuale ogni anno, a partire dal 47% attuale. Continua a leggere

La legge di Stabilità 2014-2016: un provvedimento da modificare. Alcune proposte

5 Dic

di Paolo Pini * [Documenti]

stabilitàLa Legge delega di Stabilità 2014-2016 (nel seguito LS), predisposta dal governo Letta ed inviata alla Commissione Europea e quindi al Parlamento italiano, è volta al rispetto dei vincoli europei, previsti dal Patto di Stabilità e Crescita, mentre propone ben poche azioni affinché il nostro Paese possa intercettare nel 2014 la flebile ripresa in ambito europeo ed immettersi nel triennio 2014-2016 su un percorso di crescita. La LS è il risultato dei veti incrociati dei partiti che sostengono il governo e che lo portano a rinviare decisioni importanti o ad assumerne di sbagliate. Continua a leggere

‘Austerità espansiva’ e provvedimenti per la crescita e l’occupazione. II parte

8 Apr

lampAbbiamo rivolto ad alcuni economisti questa domanda: Quali sono i 5 o 6 provvedimenti principali che possono rilanciare la crescita e L’OCCUPAZIONE PRODUTTIVA in Italia? – Prossimamente risponderanno anche Marcello Messori, Paolo Pettenati, Vera Zamagni, Adriano Giannola, Lilia Costabile, Stefano Zamagni.

Risponde Paolo Pini  [Leggi la I parte dell’articolo pubblicata il 4 aprile 2013]

3) Innovazionenell’impresa e nei luoghi di lavoro – Occorre una politica per l’innovazione tecnologica ed organizzativa, centrata sul cambiamento dei luoghi di lavoro e che sperimenti modelli di partecipazione dei lavoratori all’impresa, che redistribuisca il reddito prodotto invece di riproporre solo l’accoppiata “maggiore sforzo e maggiore flessibilità”. La dinamica salariale deve passare dal declino alla crescita, e ciò può avvenire coniugando innovazione e partecipazione.

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