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Un caso disperato

26 Mar

Migranti e Sviluppo – La scheda n. 16 (marzo 2018)

I giornali del 19 e 20 marzo scorso riportano la vicenda della nave Open Arms della Ong spagnola Proactiva. Questa, di fronte all’intimazione e alle minacce armate della Guardia costiera libica, si è rifiutata coraggiosamente di consegnare i 150 naufraghi che aveva appena salvato a 70 miglia dalla costa libica, cioè in acque internazionali. Si noti che la Libia, la cui Guardia costiera è finanziata dall’Italia, non ha mai definito la propria area di competenza per i salvataggi. In compenso cerca di impedire i salvataggi degli altri. Dopo un lungo inseguimento, la nave spagnola è riuscita a sbarcare a Malta un bambino che era in condizioni gravissime, e poi ha atteso ben 30 ore che l’Italia le desse il permesso di sbarcare i naufraghi a Pozzallo (Ragusa).

Lieto fine? Neanche per sogno. Ecco che interviene l’intemerato Zuccaro; quello che un anno fa dichiarò, senza alcuna prova, che alcune Ong “potevano” essere colluse con gli scafisti; provocò un’ondata di infondati sospetti sulle Ong e il calo drammatico dei finanziamenti privati che le tengono attive. Il procuratore di Catania, con sprezzo del ridicolo, sequestra la nave spagnola e accusa i responsabili di “associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina”. Secondo lui la nave doveva consegnare i naufraghi ai libici (con le risapute nefaste conseguenze per i profughi) oppure doveva cercare di sbarcarli a Malta (la quale, com’è noto, si sarebbe rifiutata di prenderli).

Gli avvocati degli accusati replicano che non può esistere un reato di solidarietà. Il 24 marzo ci sono state in Italia e in Spagna diverse manifestazioni sull’episodio con lo slogan “Salvare vite non è un delitto”. Ma, a quanto sembra, Zuccaro non è d’accordo.

C.P.

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Sull’emigrazione, Macron non convince il New York Times

26 Mar

di Piero Rizzo
Migranti e Sviluppo – Commenti esteri n. 16
Il 22 e il 25 febbraio il New York Times ha pubblicato due articoli, non propriamente elogiativi, sulle iniziative della Francia riguardo all’immigrazione.
Il primo parla di una proposta di legge il cui obiettivo dichiarato è di rendere più difficile la vita a chi entra in Francia illegalmente. Nel presentare la proposta, il ministro degli esteri Gerard Collomb non ha fatto mistero che il vero obiettivo è di sottrarre alla destra l’argomento. Sulla questione migrazione la sfida di Marine Le Pen fa ancora paura. Nella legge si dispone che i migranti debbano fare la richiesta di asilo in tempi più brevi degli attuali e che il tempo disponibile per l’appello, se la richiesta è respinta, venga dimezzato.
E’ quasi certo che la legge verrà approvata. Macron ha una larga maggioranza in parlamento, e più del 60% dei francesi è convinto che in Francia ci siano troppi immigrati. Lo scorso anno c’è stato il record dei richiedenti asilo: 100 mila. La reazione a sinistra e dei gruppi umanitari è stata molto forte. A chi dice che la Francia adotterà le stesse procedure delle nazioni vicine, si ribatte che nella “Patria dei diritti dell’uomo” non può avere cittadinanza una simile legge.
Il titolo dell’altro articolo riassume bene il significato dell’operazione francese in Africa: “All’avamposto francese nell’hub migranti africano. L’asilo per pochi eletti”. A Niamey (Niger) vengono intervistati i richiedenti asilo. Molti vengono dal’Eritrea e dalla Somalia. Se hanno i requisiti, i benefici sono enormi: biglietto aereo gratuito per la Francia, alloggio gratuito, permesso di soggiorno e lezioni di francese gratuite.
Sembrerebbe la tanto evocata creazione dei cosiddetti corridoi umanitari. Ma è solo un’operazione di facciata. “Politicamente enorme”, ha detto Giuseppe Loprete, capo ufficio dell’agenzia delle Nazioni Unite in Niger. Ma in termini numerici è irrilevante. Il vero obiettivo è di mantenere i potenziali migranti a distanza.
Si sta mettendo in atto la politica sempre enunciata da Macron: non possiamo accogliere tutti. Dobbiamo distinguere i migranti economici dai rifugiati ed accogliere solo quest’ultimi. “E’ una politica senza cuore”, ha affermato Mauro Armanino, un prete italiano della cattedrale di Namey, ed è “dubbio il principio etico alla base di questa scelta”.
A parere di chi scrive, operazioni di piccolo cabotaggio di questo tipo non portano lontano. Per affrontare in maniera adeguata il problema migrazione sarebbe necessaria la collaborazione di tutti gli Stati europei e l’apertura su larga scala di corridoi umanitari. Tra l’altro i migranti, con le loro rimesse, oltre a migliorare le condizioni di vita dei loro familiari, favoriscono lo sviluppo delle economie più arretrate.
Ma finché saranno in molti a credere che l’Europa, a causa dell’immigrazione, stia distruggendo la sua civiltà, c’è poco da farsi illusioni.

Un convegno su “Le migrazioni: occasione di sviluppo in Italia e in Africa”

26 Mar

Migranti e Sviluppo – Lavoro/Accoglienza n. 16 (marzo 2018)

Nel prossimo autunno (data probabile, 26-27 ottobre) Humanfirst – l’associazione che pubblica questo mensile insieme a Sviluppo Felice – sta programmando un convegno nazionale, da tenere a Lecce, dove saranno invitati a parlare i maggiori esperti italiani delle migrazioni attuali verso l’Italia, soprattutto docenti universitari, operatori Ong e rappresentanti di istituzioni.

Le ipotesi da verificare durante il convegno sono le seguenti:

Le migrazioni economiche avvengono quando l’economia ospitante ha bisogno di mano d’opera e le aree di provenienza hanno un iniziale sviluppo, che stimola i migranti a cercare una vita migliore. Queste migrazioni, come mostra l’esperienza storica, si possono regolare ma non fermare.

2. I migranti sono attratti verso l’Italia (e l’Europa) dall’invecchiamento della popolazione europea. L’aumento del benessere provoca sempre, oltre a una maggiore longevità, il calo della natalità (per la legge della transizione demografica).

3. I giovani locali non trovano conveniente svolgere i lavori elementari, sia per l’alto livello di studi raggiunto sia perché il lavoro disponibile è spesso precario e sottopagato. Disoccupazione e lavoro precario degli italiani rafforzano la denatalità.

4. I migranti in pericolo devono essere salvati ed accolti per rispetto dei diritti umani. L’Italia, con l’aiuto delle Ong internazionali, ha il merito di salvare e dare una prima accoglienza ai migranti che arrivano per mare. Ma, anche a causa di norme europee inadatte (tra cui l’accordo di Dublino), essa non organizza l’integrazione degli immigrati.

5. La mancata integrazione è la causa principale della paura e dell’ostilità suscitate dagli immigrati nella popolazione locale.

6. L’integrazione deve iniziare appena gli immigrati arrivano, anche se sono in attesa di identificazione, valutazione o espulsione. Questo è l’unico modo per controllare la loro presenza e renderla produttiva e non pericolosa. Gli immigrati devono contribuire da subito con il proprio lavoro gratuito, dato in cambio dell’ accoglienza, e con la frequenza ai corsi di italiano, civismo e attività professionali.

7. Con la stessa spesa attuale per l’accoglienza, o poco più, l’Italia può avviare gli immigrati all’integrazione e dare anche lavoro ad un gran numero di italiani che organizzano e attuano questi percorsi. Così la spesa diventa un investimento.

8. Un numero ancor più grande di italiani e di migranti di ritorno può trovare lavoro nei paesi africani d’origine. L’Italia – si spera, con l’aiuto dell’Europa – dovrebbe avviare un processo di sviluppo, che crei occupazione produttiva e allarghi il mercato dei prodotti interni di quei paesi.

9. Questa spesa – purché resti sotto il pieno controllo di chi la eroga – sarebbe un grande investimento, un “piano di sviluppo reciproco” su due livelli, che permette il controllo dell’emigrazione in Italia.

10. Solo questo permetterà di organizzare – in un modo che sia insieme umano ed efficace – i corridoi umanitari e il controllo delle vie dell’emigrazione clandestina.

 

Migranti e Sviluppo – n.10 [07/2017]

3 Ago

mensile di Sviluppo Felice e humanfirst.it a cura di

Cosimo Perrotta e Gianluca Palma chiuso il 23-7-2017

Risultati immagini per tito boeri immigrati

Tito Boeri, presidente Inps, ha provato che gli immigrati pagano più tasse di quanti benefici ricevano: 5 miliardi in più all’anno.

Nel prossimo numero, a fine settembre, una rassegna di articoli sul piano per lo sviluppo dell’Africa


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Migranti e Sviluppo – n.9 [06/2017]

29 Giu

mensile di Sviluppo Felice e humanfirst.it a cura di

Cosimo Perrotta e Gianluca Palma chiuso il 24-6-2017

Risultati immagini per ius soli

Il progetto per un Piano Marshall in favore dell’Africa sta guadagnando appoggi molto importanti. Ma i processi decisionali europei sono molto lenti rispetto all’urgenza di intervenire.


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Clima, migranti e Piano Marshall per l’Africa

5 Giu

l’articolo 5-6-2017 di Cosimo Perrotta

Risultati immagini per Piano MarshallC’è un punto in cui i due maggiori fattori di crisi sociale nel mondo (inquinamento ambientale e migrazioni) si toccano; ed è un punto dirimente sia per queste due grandi tragedie sia per lo sviluppo mondiale. Si tratta dell’esodo dovuto al collasso dell’agricoltura in molti paesi africani. In quasi tutta l’Africa l’agricoltura è l’attività economica fondamentale, o come percentuale di PIL o come percentuale di occupati. Essa è un’attività fragilissima, e la sua crisi è la causa principale della fame e dell’esodo di molti africani verso l’Europa. Continua a leggere

Migranti e Sviluppo – n.7 [03/2017]

31 Mar

mensile di Sviluppo Felice e humanfirst.it a cura di

Cosimo Perrotta e Gianluca Palma chiuso il 26-3-2017

Risultati immagini per siriaSe l’Unione Europea non riuscirà a governare l’emigrazione, rendendola un fattore di sviluppo per tutti, il suo progetto di civiltà e di benessere fallirà. E con esso si spegnerà il principale faro nel mondo di democrazia, di diritti umani e diritti civili.

Milena Gabanelli ricorda che l’arrivo dei migranti può diventare una grande occasione di sviluppo economico anche per noi (vedi nella Scheda). Continua a leggere

Migranti e Sviluppo – n.6 [02/2017]

1 Mar

mensile di Sviluppo Felice e humanfirst.it a cura di

Cosimo Perrotta e Gianluca Palma n. 6– chiuso il 23-2-2017

FONTE: Lettera43

La politica di Trump si alimenta della xenofobia più bieca e ottusa. Essa esprime una tendenza all’oscurantismo e all’irrazionalità. Quella politica dà risposte illusorie e infantili al bisogno di sicurezza e di lavoro dei ceti occidentali più deboli. Se le forze progressiste non affermeranno nuove politiche di sviluppo, la democrazia nel mondo è a rischio. Continua a leggere

CONVERSAZIONI A SUD-EST “Visioni, suoni, sapori, poesie, storie di Sud”

9 Feb

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Migranti e Sviluppo – n.5 [01/2017]

31 Gen

mensile di Sviluppo Felice e humanfirst.it a cura di

Cosimo Perrotta e Gianluca Palma chiuso il 29-1- 2017

Risultati immagini per immigrazione germaniaL’economia della Germania è cresciuta nel 2016 di quasi il 2% anche grazie ai profughi (articolo di Tonia Mastrobuoni su Repubblica del 28-1- 2017, p. 11). Le spese per l’accoglienza, in buona parte tradotte in nuovi posti di lavoro e in aumento della domanda, hanno contribuito ad elevare i consumi, cosa che la ricca economia tedesca deve fare per sostenere lo sviluppo proprio e quello europeo. L’Italia invece, che deve ridurre la propria spesa, si giova soprattutto del lavoro dei migranti nelle piccole imprese. Essi aumentano il PIL e il gettito fiscale. Continua a leggere

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