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Per una teoria del “Piano Marshall per gli immigrati” – II: l’intervento esterno

7 Set

immigratil’articolo 7-9-2015 di Cosimo Perrotta

(la prima parte, sull’intervento all’interno, è apparsa il 13 luglio)

Le terribili tragedie dei migranti di questa estate ci dicono che niente li può fermare, e che l’unico rimedio è di intervenire all’origine, nei paesi da cui partono. Solo lo sviluppo di questi paesi può rallentare i flussi, organizzando un “Piano Marshall” che giovi sia a loro che ai paesi donatori. Continua a leggere

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Per una teoria del “Piano Marshall per gli immigrati” – I: l’intervento interno

13 Lug

l’articolo 13/7/2015 di Cosimo Perrotta

MarshallPlanChe cos’è e come si giustifica la richiesta di un “Piano Marshall per gli immigrati”, richiamato nell’appello del 2 luglio scorso?

Nel Piano Marshall originale (1948-53), attuato a favore dei paesi europei distrutti dalla guerra, gli USA erogarono oltre 17 miliardi di dollari (di allora) in forma di prestiti a tasso zero o molto agevolato e a lungo termine, oppure (la maggior parte) come donazioni a fondo perduto. Una parte di questi “prestiti”  era data a condizione che il paese ricevente la impiegasse per acquistare prodotti del paese donatore. Continua a leggere

The rise and decline of US median family income

14 Mag

flash 14-5-2015

gra

Economic Policy Institute, March 23, 2015  (da Paul Krugamn, “Slandering the 70s”, in New York Times, 8 marzo 2015)

Nuova occupazione a spese dei salari – U.S. Metro Economics

9 Ott

[Il documento, 9 ottobre 2014]

Negli USA, gli 8 milioni e 700mila posti di lavoro distrutti dalla crisi dal 2008 al 2010 (tab. 1), sono stati perduti soprattutto nei settori (nell’ordine): manifattura, costruzioni, commercio al dettaglio, uffici amministrativi (tab. 2). Una parte dei posti è stata riguadagnata soprattutto nei settori – nell’ordine – alberghi e ristorazione, sanità e assistenza sociale, amministrazione (tab. 3, dove evidentemente c’è un errore nella prima colonna: “Job losses” invece di Job gains). Ma i salari medi dei nuovi lavori sono molto più bassi (tutte e tre le tabelle). Continua a leggere

USA unemployment through 11 recessions (1948-2007)

12 Giu

David Ruccio [Documenti]  

employrecsept2013

The new unemployment numbers (for September) are out and, well, they’re not pretty.

What did we learn? Continua a leggere

Healthcare: the USA is 27th

7 Nov

di David Ruccio [Documenti]

The usual excuse, from mainstream economists and politicians, that the U.S. healthcare system should remain mostly in for-profit, private hands is because the outcomes of that system make it the best in the world.

But a new study (published in the Journal of the American Medical Association) of the burden of diseases, injuries, and leading risk factors in the United States from 1990 to 2010 in comparison to the other countries in the Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD) countries reveals a quite different story. Continua a leggere

Produttività e crisi in USA e nell’UE

19 Set

di Jean-Paul Fitoussi e altri

Beyond the Short Term, Luiss University Press, 2013

Beyond the Short Term, Luiss University Press, 2013

Il Gruppo internazionale sulla Politica Economica della Luiss, che comprende affermati economisti (tra cui un premio Nobel) guidati da Jean-Paul Fitoussi, ha pubblicato da poco una ricerca sulle tendenze della produttività e sulle sue prospettive (Beyond the Short Term, Luiss University Press, 2013).

Nella prima parte dell’Introduzione gli autori scrivono che la produttività e il progresso tecnico sono fra le principale cause di differenza fra Unione Europea e Stati Uniti; e si chiedono che cosa determini la produttività, e perché i paesi sviluppati hanno così forti differenze di produttività. Nei paesi emergenti la produttività cresce come processo di aggancio (catching up) attraverso l’importazione di capitale e di tecnologie dai paesi sviluppati. Ma è più difficile spiegare la minore produttività dell’Europa occidentale rispetto agli USA. Continua a leggere

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