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La Scatola di latta: riscoprire la comunità attraverso la poesia, la memoria, la cultura locale 

24 Lug

Con questo articolo pubblicato su Labsus il 13/07/2018, a cura di di Claudia Ferrari, la redazione di Sviluppo Felice vi augura buone vacanze e vi informa che le pubblicazioni riprenderanno a settembre.

La Scatola di latta: le “invasioni dolci” che attraversano il Sud

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La storia che vi raccontiamo prende il via da una domanda: come contribuire allo sviluppo del proprio territorio all’indomani di una laurea in Scienze per la cooperazione e lo sviluppo? A interrogarsi è Gianluca Palma, che si definisce il custode sociale di una scatola molto particolare, uno scrigno di beni comuni, raccolti come fiori con riguardo e cura, camminando per le vie dei paesi del sud della Puglia. Con uno statuto per la costituzione di un’Associazione di Promozione Sociale, scritto ma lasciato in un cassetto, la Scatola di latta è formata da un gruppo spontaneo di persone, che opera da tre anni principalmente sul territorio della provincia di Lecce, rivolgendo però lo sguardo a tutto il meridione.

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I vari miti sul Sud e la loro funzione di occultamento

18 Giu

i miti del Sud di Cosimo Perrotta

Risultati immagini per miti sul Sud italiaNell’articolo del mese scorso abbiamo visto che il regno del Sud si costruisce sulla sconfitta delle città mercantili autonome, sul dominio finanziario e commerciale (di tipo coloniale) dei mercanti del Nord e sullo sfruttamento disumano dei contadini da parte dei feudatari (1). Continua a leggere

Origini medievali dell’arretratezza del Sud

22 Mag

Risultati immagini per sud medievale dipintoFinora, per sfatare il falso mito del Sud borbonico ricco e sviluppato, abbiamo dato qualche esempio con le analisi di Rosario Villari (1961), poi degli storici degli anni Settanta, infine con Gaetano Filangieri (1784). Ma adesso – prima di riprendere a parlare dei grandi meridionalisti che smentiscono quel mito – conviene inquadrare il problema nel suo contesto storico. Continua a leggere

La Napoli borbonica: capitale parassita, regno impoverito

16 Apr

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(da Gaetano Filangieri, La scienza della legislazione, 3a ed., Napoli 1784; estratto in Il Sud nella storia d’Italia, a cura di Rosario Villari, Roma-Bari, Laterza, 1961, ed. del 1975, pp. 13-23) Continua a leggere

La favola del Sud borbonico ricco e sviluppato

19 Mar

Risultati immagini per Sud borbonicoGira per internet una tenacissima favola secondo cui, al momento dell’unificazione dell’Italia, il Sud dei Borboni sarebbe stato più ricco e sviluppato del Nord e che sarebbe diventato povero perché rapinato dal Nord dopo l’unità. E’ pur vero che all’ignoranza voluta e coltivata non c’è rimedio; ma ci si degni almeno di guardare i dati forniti da tutti (tutti) gli storici più accreditati. Continua a leggere

Rosario Villari sul Sud, prima e dopo l’unificazione

19 Feb

I miti del Sud – febbraio 2018

Nella Prefazione alla celebre antologia Il Sud nella storia d’Italia (Laterza, 1961), da lui curata, R. Villari scrive: “Una delle immagini che la polemica meridionalistica ha creato e diffuso più largamente nell’opinione pubblica è quella del Mezzogiorno sfruttato, come riserva finanziaria e come ‘mercato coloniale’, ai fini della formazione di un moderno apparato industriale nel Nord: a questo fatto fondamentale sono stati ricollegati in gran parte gli imponenti fenomeni che hanno caratterizzato l’esistenza della questione meridionale, dall’emigrazione alla corruzione politica dei ceti dominanti”.

Poco dopo Villari aggiunge che quell’idea “non è facilmente conciliabile (…) con la constatazione dell’arretratezza, dell’immobilismo semifeudale e dell’estrema povertà del mercato nelle regioni meridionali”. Egli spiega che la protezione dell’industria ha pesato su tutta l’agricoltura nazionale e ha creato difficoltà nei rapporti tra agricoltura e industria, e aggiunge che “il problema non è più soltanto di sapere in che misura il Mezzogiorno ha contribuito, in modo subalterno e sussidiario, all’industrializzazione, ma di approfondire le ragioni storiche di questo ‘sacrificio’, le condizioni strutturali in cui esso è avvenuto e le conseguenze che ha avuto non solo nell’Italia meridionale ma in tutto il paese”.

Per l’autore inoltre: “piuttosto che un forzato contributo finanziario all’industrializzazione, che certo non è mancato e che ha ostacolato i nuclei di borghesia agraria moderna e attiva, il fatto centrale consiste in una più radicale ‘rinunzia’ ad utilizzare nel processo di ammodernamento del paese le potenziali risorse umane, economiche, politiche ed intellettuali del Mezzogiorno”. Il tema cruciale della formazione dei ceti medi nel Sud e delle loro caratteristiche verrà ripreso in un lucidissimo brano di Luigi Blanch che Villari riporta e commenta più avanti.

Per tornare alla Prefazione, Villari osserva che l’accento va messo sui programmi e “sui tentativi che concretamente sono stati fatti per superare il dislivello tra le due parti de paese e per creare le condizioni politiche di questo superamento”. C’è una contraddizione, nota l’autore fra “l’ampiezza degli obbiettivi che i meridionalisti (e, in determinati momenti, le forze di governo) si sono posti e l’inadeguatezza, politica e tecnica, dei rimedi indicati”. Egli aggiunge che la struttura liberale dello stato risorgimentale non consentiva un approccio adeguato alla questione meridionale. Solo lo stato democratico, frutto della liberazione nazionale del secondo dopoguerra, ha permesso di valutarla adeguatamente.

Nel presentare un interessantissimo brano de La scienza della legislazione di Gaetano Filangieri (1781-83), Villari scrive: “Lo sviluppo demografico e urbanistico di Napoli, che si verificò con crescente intensità dal XVI al XVIII secolo, fu avvertito dai riformatori napoletani come un fatto essenzialmente negativo. Centro di consumo e di concentrazione della grossa rendita fondiaria, Napoli vive a spese delle campagne e dell’economia agricola, ingrandita da masse di contadini che la miseria, dovuta al peso della rendita parassitaria ed alla prevalenza della grande proprietà terriera, spinge verso i centri urbani, dove perdono la loro funzione di ‘produttori’ per assumere quella di ‘servitori’ o ‘medicanti’; l’ingrandimento della capitale e la concentrazione della ricchezza in un solo punto della nazione (nati in gran parte dagli squilibri esistenti nelle campagne e specialmente dalla ‘riunione di molte proprietà nell’istesse mani’ [parole di Filangieri] soffocano e impoveriscono a loro volta le fonti stesse di quella ricchezza, le campagne, l’agricoltura. E’ questo il nucleo centrale dell’analisi che fa il Filangieri del rapporto tra Napoli e le province”.
Villari osserva poco dopo che l’importanza di quelle pagine di Filangieri sta “nel fatto che esse sottolineano il legame esistente tra il problema di Napoli e il problema generale dello sviluppo economico-sociale del Regno e mirano a colpire uno dei nodi essenziali della politica borbonica: la quale, puntando già allora sull’accentramento amministrativo e sulla concentrazione a Napoli della spesa pubblica, favoriva il permanere e l’aggravarsi dello squilibrio economico e sociale del Regno”.

CONVERSAZIONI A SUD-EST “Visioni, suoni, sapori, poesie, storie di Sud”

9 Feb

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Rocco Scotellaro e la cultura contadina

5 Dic

l’articolo  5-12-2016 Commento a: Antonio Lamantea, Il sindaco contadino. Rocco Scotellaro tra politica e poesia, Manni editore, 2016. di Cosimo Perrotta

Risultati immagini per Antonio Lamantea scotellaroAntonio Lamantea ha riportato di recente all’attenzione una nota e nobile figura del meridionalismo del dopoguerra: Rocco Scotellaro (1923-53). Poeta e fine letterato, di modeste origini e di grande impegno intellettuale e sociale, morto ad appena trent’anni, Scotellaro ha un vivo senso dell’oppressione subita da sempre dalla popolazione più povera del Sud. Negli anni della liberazione e delle grandi speranze di rinnovamento, egli si impegna anche sul piano politico e diventa sindaco della sua Tricarico, in Basilicata, nelle liste del PSI. E’ sempre a contatto diretto con i suoi compaesani, per le loro esigenze materiali e morali. Viene anche incarcerato con una falsa accusa, costruita dall’opposizione democristiana, e liberato dopo poche settimane. Ma il colpo subito lo convince a continuare il suo impegno fuori dalla politica, dedicandosi alla ricerca sociologica sul mondo contadino del Sud e alla poesia, che canta la vita umile e faticosa dei contadini. Continua a leggere

Il “Sud di dentro”

29 Feb

di Gianluigi Coppola

imagesNel suo Memorandum della Domenica de “Il Sole 24 Ore” del 27 dicembre 2015, Roberto Napoletano, direttore del quotidiano economico, ha ricordato la sua infanzia trascorsa a Nola, cittadina della Campania, ed ha raccontato di un “Sud di dentro”, dove la bellezza della vita non era sporcata dagli egoismi e le mille vigliaccherie di oggi. Continua a leggere

Lo Sviluppo Felice alla 30° edizione del Premio Sele d’Oro Mezzogiorno

2 Ott
Da sinistra: Gianluca Palma, Amedeo Di Maio, Carmine Pignata, Enrico Morando,  Nando Santonastaso, Amedeo Lepore, Claudio Gubitosi, Francesco Lopez.

Da sinistra: Gianluca Palma, Amedeo Di Maio, Carmine Pignata, Enrico Morando, Nando Santonastaso, Amedeo Lepore, Claudio Gubitosi, Francesco Lopez.

Oliveto Citra (SA) – Giovedì 11 settembre Gianluca Palma, blog editor di Sviluppo Felice, ha trattato delle tematiche del blog durante il seminario “Riforme e flessibilità: istituzioni e imprese per un nuovo sviluppo”, afferente alla programmazione della XXX edizione del Premio Sele d’Oro Mezzogiorno. Continua a leggere

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