Tag Archives: capitalismo

Il Meccanoscritto

9 Ott

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articolo del 09-10-2017 di Claudia Sunna

Il Meccanoscritto (a cura del collettivo MetalMente, Wu Ming 2 e Ivan Brentari, Roma, Alegre. 2017) è un libro difficile da classificare. Per molti versi è un testo storico, sono infatti ripubblicati i racconti scritti dagli operai che, nel 1963, parteciparono ad un concorso letterario indetto dalla FIOM di Milano per raccontare le proteste operaie dei primi anni Sessanta. Oltre a questi testi vengono pubblicati dei racconti scritti, a partire dal 2014, da un gruppo di lavoratori, il collettivo MetalMente. I testi del passato e del presente sono tenuti insieme da ‘Infrastorie’ che contestualizzano i temi trattati dai lavoratori del passato e del presente e che dunque spiegano cosa è cambiato e cosa resta immutato nelle rivendicazioni e nelle aspettative dei lavoratori. Continua a leggere

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Il socialismo cooperativo di Bruno Jossa

24 Nov

di Nicolò Bellanca

 Le imprese gestite dai lavoratori possono superare il capitalismo?

américa-do-sulSecondo Bruno Jossa (autore di Il marxismo e le sfide della globalizzazione, Manifestolibri, Roma, 2012, pp.361, euro 38,00) l’aspetto più significativo dello sviluppo capitalistico «è che esso realizza il passaggio da un sistema che produce merci a mezzo di merci ad un sistema che produce denaro a mezzo di denaro» (pp.240-41). Continua a leggere

Sport e società: dalla competizione alla corruzione *

3 Feb

 di Giacomo Becattini **

1. Lo sport nell’educazione di un paese

Domandiamoci: qual è la funzione principale dello sport nella civiltà contemporanea? La funzione oggettiva dello sport è, molto in generale, la scoperta e valorizzazione di tutte le proprietà positive, manifeste e latenti, del corpo umano. Ma c’è un’altra funzione dello sport, meno diretta e meno percepita, ma ancor più importante di quella: generare, nella testa dei suoi praticanti, una cultura dell’emulazione leale e, negli sport di squadra, di collaborazione leale. Continua a leggere

Il miraggio dello “stato stazionario”

13 Dic

di Cosimo Perrotta

John Stuart Mill

John Stuart Mill

Gli economisti “classici” sapevano che lo sviluppo dipende dall’aumento della produttività, e questo – a sua volta – dal progresso tecnico. L’aumento della produttività (la capacità di produrre una quantità maggiore di beni con lo stesso sforzo) non ha limiti. Questo processo, pensavano i classici, prima o poi porterà a soddisfare tutti i bisogni di una società. A quel punto cesserà l’accumulazione, e basterà riprodurre i beni consumati di volta in volta. Ciò porterà ad uno “stato stazionario”. Continua a leggere

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