Tag Archives: Anna Villani

L’abbandono scolastico in Italia

9 Nov

SOFFITTO DI VETRO E SOFFITTO DI BAMBU’

L’articolo 9-11-2015 di Anna Villani

 abbandono-scolast4L’Italia è uno dei paesi europei con il tasso di abbandono scolastico più alto: il 17% – al Sud supera il 25 – lascia la scuola senza conseguire un diploma di istruzione superiore. Nonostante qualche progresso, l’Italia fatica ad avvicinarsi all’obiettivo UE del 10% per il 2020. Uno studio afferma: «Oggi quasi un terzo degli studenti ha abbandonato gli studi tout court oppure è inserito in percorsi che non danno accesso all’istruzione terziaria»[1]. E aggiunge che, concentrandosi sul reddito permanente (quello cioè medio nell’arco della vita), l’azzeramento della dispersione scolastica può avere un impatto sul PIL tra i 21 e 106 miliardi di euro. A tanto ammontano le risorse che si rischia di dissipare se non si arresta questa piaga sociale. Continua a leggere

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Disoccupazione giovanile e apprendimento degli adulti

20 Apr

L’articolo  20-4-15 di Anna Villani

disoccupazionegiovani-unicitta-itIan Atkinson sul blog di EPALE[1] ha aperto un dibattito su questo tema. Nel primo articolo[2] l’autore chiarisce il significato di “apprendimento per adulti” e ne illustra le finalità. Secondo la risoluzione del Consiglio dell’Unione europea, “l’apprendimento degli adulti costituisce un mezzo per la riqualificazione e la riconversione di chi si trova in una situazione di disoccupazione, ristrutturazione e transizione nella carriera e offre un importante contributo all’inclusione sociale, la cittadinanza attiva e lo sviluppo personale.”
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I N.E.E.T.: le politiche per l’apprendistato

17 Mar

di Anna Villani 

Un altro fattore che può spiegare l’alta percentuale di NEET in Italia è l’elevato tasso di dispersione scolastica fra i giovani che non lavorano. Una maggiore diffusione dell’apprendistato, anche quello previsto per il completamento della scuola dell’obbligo, potrebbe contribuire a ridurre l’abbandono scolastico e il tasso di giovani NEET. Continua a leggere

I N.E.E.T.: il nuovo spettro che si aggira per l’Europa

10 Mar

di Anna Villani

 La popolazione giovanile tra i 15 e i 29 anni che non studia o non partecipa più ad un percorso di formazione ma non è neppure impegnata in attività lavorativa (i c.d. NEET: Not in Education, Employment or Training) in Italia è molto più elevata rispetto alla media europea (20,6% a fronte del 14,7%).

Il Progetto “Governance nazionale” di Italia-Lavoro del 2011 ha fatto un’analisi comparata sui dati europei, in modo da individuare le politiche attive più efficaci per ridurre il numero dei NEET. Continua a leggere

“L’Italia non è un paese per giovani”

23 Dic

di Anna Villani

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Fonte: Elaborazioni dati Eurofond, 2012.

In Italia l’occupazione femminile tende a polarizzarsi in attività a basso valore aggiunto e quindi a bassa remunerazione e a concentrarsi prevalentemente su impieghi a basso profilo. Nonostante il rendimento scolastico delle donne sia, ormai da qualche anno, migliore di quello degli uomini, esse non riescono a trovare impieghi corrispondenti alle loro capacità; e a parità di mansione, percepiscono un compenso inferiore di circa 10-20% a quello dei colleghi maschi (in maniera più marcata nei settori privati e in posizioni elevate)[1]. Continua a leggere

La trasmissione delle disuguaglianze fra generazioni

4 Nov

di Anna Villani

In tutti i paesi occidentali i livelli di istruzione raggiunti dai figli risentono del carattere delle famiglie di origine (Franzini e Raitano 2010).

Nella maggior parte dei paesi nordici, gli effetti delle condizioni economiche familiari sono limitati; sia gli effetti diretti (nella fase lavorativa) che quelli indiretti (nella fase formativa), mentre l’opposto si verifica nei paesi mediterranei (indagine ISTAT EU-SILC 2005).

Esistono numerosi studi empirici dedicati alla persistenza intergenerazionale delle disuguaglianze (vantaggi e svantaggi di intensità variabile) nei diversi paesi. Tra i paesi avanzati, l’Italia ha la maggiore persistenza, insieme a Stati Uniti, Regno Unito e Svizzera. Continua a leggere

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