Abbiamo bisogno dei migranti

25 Nov

Risultati immagini per ImmigratiMigranti e Sviluppo — Commenti esteri n° 23

a cura di Piero Rizzo

Questo mese abbiamo selezionato tre articoli che commentano il rapporto del Migration Advisory Committee (MAC), un organismo indipendente che è stato incaricato dal ministero dell’Interno britannico di studiare le necessità di immigrati in Gran Bretagna dopo la Brexit. Il rapporto può interessare anche gli altri Stati europei.

Il primo articolo è del Guardian, col titolo “I datori di lavoro bollano il rapporto sull’immigrazione come ignorante ed elitario”. il secondo dall’Independent, titolo: “ I miti sull’immigrazione che hanno alimentato la Brexit stroncati da un importante rapporto commissionato dal governo”. Il terzo dal blog Center for global development, titolo: “Perché lo sviluppo è assente nel rapporto del Comitato Consultivo sulla Migrazione?”.
La raccomandazione principale del MAC è che il Regno Unito sia più aperto a lavoratori qualificati provenienti da fuori e limiti l’accesso ai lavoratori poco qualificati.
Secondo il Guardian, Il mondo imprenditoriale nella sua totalità ha respinto la proposta di vietare, dopo la Brexit, il visto ai lavoratori stranieri a bassa qualifica. Soprattutto le organizzazioni che rappresentano i trasporti, il settore edile e quello dell’ospitalità hanno dato l’allarme, sostenendo che in futuro saranno necessari lavoratori di tutti i livelli.
Per l’Independent, i principali miti sugli effetti negativi dell’immigrazione dall’UE sono stati spazzati via dal rapporto. Questo che i cittadini UE hanno scarsa influenza sulle retribuzioni dei lavoratori britannici, pagano più tasse, non hanno alcun impatto negativo sulla scolarizzazione degli studenti britannici, non sono responsabili dell’aumento della criminalità e contribuiscono al Servizio sanitario “molto di più” di quanto ne usufruiscano.
Il terzo articolo apprezza la proposta di rimuovere il tetto sull’immigrazione di lavoratori altamente qualificati, ma rileva che il rapporto ignora completamente le persone provenienti dai paesi più poveri.
Il governo ha giustamente affermato che ridurre la povertà globale è nell’interesse nazionale e che utilizzerà un’ampia gamma di politiche, non solo di aiuti, per promuovere lo sviluppo internazionale. La politica sulla migrazione interessa in particolare i paesi poveri, ma sullo sviluppo di questi paesi non vi è nulla né nel mandato governativo né nelle raccomandazioni del rapporto.

Vengono quindi proposti tre percorsi: (1) rendere meno rigido il requisito del possesso di 30 mila sterline per chi proviene dai paesi poveri; (2) consentire anche a lavoratori meno qualificati di venire nel Regno Unito; (3) espandere il programma di mobilità giovanile per includere i paesi più poveri.

Concludiamo con una breve considerazione. Alla luce di quanto detto sopra, l’opinione molto diffusa anche in Italia, secondo la quale dovremmo consentire l’ingresso solo a migranti altamente qualificati, appare quanto meno discutibile. Riteniamo ancora valido quanto affermato dalla Bonino: se non ci fossero (i migranti) dovremmo andare a prenderceli. E si riferiva non agli high skilled, ma alla bassa manovalanza.

https://www.independent.co.uk/news/uk/politics/immigration-myths-brexit-leave-government-report-eu-citizens-migrants-tax-income-a8543121.html
https://www.cgdev.org/blog/why-development-missing-migration-advisory-committee-report

https://www.theguardian.com/politics/2018/sep/18/brexit-eu-citizens-special-access-migration-advisory-committee

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