Sull’emigrazione, Macron non convince il New York Times

26 Mar

di Piero Rizzo
Migranti e Sviluppo – Commenti esteri n. 16
Il 22 e il 25 febbraio il New York Times ha pubblicato due articoli, non propriamente elogiativi, sulle iniziative della Francia riguardo all’immigrazione.
Il primo parla di una proposta di legge il cui obiettivo dichiarato è di rendere più difficile la vita a chi entra in Francia illegalmente. Nel presentare la proposta, il ministro degli esteri Gerard Collomb non ha fatto mistero che il vero obiettivo è di sottrarre alla destra l’argomento. Sulla questione migrazione la sfida di Marine Le Pen fa ancora paura. Nella legge si dispone che i migranti debbano fare la richiesta di asilo in tempi più brevi degli attuali e che il tempo disponibile per l’appello, se la richiesta è respinta, venga dimezzato.
E’ quasi certo che la legge verrà approvata. Macron ha una larga maggioranza in parlamento, e più del 60% dei francesi è convinto che in Francia ci siano troppi immigrati. Lo scorso anno c’è stato il record dei richiedenti asilo: 100 mila. La reazione a sinistra e dei gruppi umanitari è stata molto forte. A chi dice che la Francia adotterà le stesse procedure delle nazioni vicine, si ribatte che nella “Patria dei diritti dell’uomo” non può avere cittadinanza una simile legge.
Il titolo dell’altro articolo riassume bene il significato dell’operazione francese in Africa: “All’avamposto francese nell’hub migranti africano. L’asilo per pochi eletti”. A Niamey (Niger) vengono intervistati i richiedenti asilo. Molti vengono dal’Eritrea e dalla Somalia. Se hanno i requisiti, i benefici sono enormi: biglietto aereo gratuito per la Francia, alloggio gratuito, permesso di soggiorno e lezioni di francese gratuite.
Sembrerebbe la tanto evocata creazione dei cosiddetti corridoi umanitari. Ma è solo un’operazione di facciata. “Politicamente enorme”, ha detto Giuseppe Loprete, capo ufficio dell’agenzia delle Nazioni Unite in Niger. Ma in termini numerici è irrilevante. Il vero obiettivo è di mantenere i potenziali migranti a distanza.
Si sta mettendo in atto la politica sempre enunciata da Macron: non possiamo accogliere tutti. Dobbiamo distinguere i migranti economici dai rifugiati ed accogliere solo quest’ultimi. “E’ una politica senza cuore”, ha affermato Mauro Armanino, un prete italiano della cattedrale di Namey, ed è “dubbio il principio etico alla base di questa scelta”.
A parere di chi scrive, operazioni di piccolo cabotaggio di questo tipo non portano lontano. Per affrontare in maniera adeguata il problema migrazione sarebbe necessaria la collaborazione di tutti gli Stati europei e l’apertura su larga scala di corridoi umanitari. Tra l’altro i migranti, con le loro rimesse, oltre a migliorare le condizioni di vita dei loro familiari, favoriscono lo sviluppo delle economie più arretrate.
Ma finché saranno in molti a credere che l’Europa, a causa dell’immigrazione, stia distruggendo la sua civiltà, c’è poco da farsi illusioni.

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