La democrazia nel mercato: i consumatori

2 Ott

Risultati immagini per i consumatoriCaro Direttore, a prima vista può sembrare un non senso parlare di democrazia nel mercato. Una formula ambigua la definiscono A. Panzeri e E. Corali in La “Democrazia economica”: Regime democratico e regime di mercato due realtà irrimediabilmente diverse e concorrenti. Anzi è proprio l’aspetto competitivo fra i due sistemi a rendere praticamente ambigue formule come “democrazia nel mercato”, “democrazia di mercato”, “capitalismo democratico”.  Se si può essere d’accordo sull’ambiguità dell’espressione “capitalismo democratico”,  mi sembra che si sia troppo frettolosamente liquidata anche l’espressione “democrazia nel mercato”.

Questa superficiale archiviazione di una possibile forma di democrazia nell’abito del mercato è la logica conseguenza del pensiero imperniato sul ruolo preminente e centrale della produzione, e sul concetto che il mercato sia realmente il “luogo” dove domanda  e offerta si incontrano in modo equivalente.

In realtà, finora, il mercato è stabilito dalla concorrenza tra produttori, o dai monopoli di produttori nel peggiore dei casi, e solo marginalmente dalla domanda e l’offerta tra consumatori e produttori. I consumatori praticamente hanno un ruolo secondario.

Andiamo per ordine. Quali sono i fattori della democrazia? Si può “applicarla” nel mercato e come?

Ancora Panzeri e Corali scrivono: Occorre fra attenzione a non scambiare uno o più elementi costitutivi della democrazia con la democrazia intesa nel suo significato d’insieme. Alcune caratteristiche essenziali della democrazia possono rintracciarsi ovunque, – e citando G. Sartori – “Una caratteristica può essere la partecipazione, oppure può essere il principio di maggioranza, oppure può essere l’uguaglianza e poi anche il consenso, la competizione, il pluralismo e così via. Ma se ne scegliamo una sola può benissimo dirsi che la democrazia non c’entri per nulla. E se ne aggreghiamo due o più, allora bisogna affermare come interagiscono e perché vanno assieme”.

Allora vediamo:

  • il significato originario di democrazia è “potere del popolo – governo del popolo”, nel nostro caso il popolo è il cittadino nella sua condizione di consumatore, tutti siamo consumatori, quindi la generalità del popolo, non una oligarchia;
  • attraverso l’esercizio di acquisto i cittadini consumatori realizzano un potere ascendente dal basso verso l’alto, caratteristica principale anche della democrazia politica (N. Bobbio, “Il futuro della democrazia” ;
  • i cittadini consumatori possono agire in libertà, senza vincoli, in maniera diretta o delegata, in modo permanente se non quotidiano .
  • la partecipazione del consumatore nel mercato è pressoché costante, anche se non sempre pienamente consapevole, si realizza in prima battuta con la scelta di acquisto e con il giudizio sui prodotti.
  • per quanto riguarda il principio di maggioranza, nella scelta o rifiuto o nel giudizio di un prodotto, i consumatori esercitano un’ azione di potere che incide sui produttori del prodotto e più in generale sull’economia. Avrà peso non tanto o non solo in virtù del raggiungimento della maggioranza ma in relazione a una quantità, una diffusione dei comportamenti, i quali più vasti sono e più incidenza avranno. Si può dire che si tratta di un’evoluzione estremamente interessante e positiva del potere democratico che si esercita con effetti graduali.
  • i consumatori sono tutti uguali nel fare le scelte che ritengono, anche se si può dire che non sono tutti uguali per potere d’acquisto, quindi c’è una disuguaglianza sulla capacità di spesa. Come si è già osservato, tuttavia, è il grado, l’intensità e la diffusione dei comportamenti a determinarne gli effetti.
  • l’azione del consumatore sul mercato è tanto più incisiva, quanto più vasta è l’adesione e il consenso; 

Infine è evidente che la competizione e il pluralismo possono essere esercitati dai consumatori nei confronti dei produttori e tra i consumatori che possono avere giudizi e comportamenti diversi.

Insomma pare che ci siano tutte le caratteristiche, le interazioni, e le ragioni perché i consumatori possano esercitare una democrazia nel mercato.

Il ruolo che potrebbero avere i consumatori sul mercato è cosa discussa da lungo tempo ma nel passato il peso è stato scarso, ora però, in particolare grazie a internet, si sta sviluppando rapidamente sul mercato un vero potere dei consumatori, un potere ascendente, democratico. Di questa nuova situazione si sono accorti ancora prima dei consumatori gli stessi produttori.

Concludendo, è chiaro che una vera democrazia nel mercato deve essere ancora attuata e che non ci sono ancora sufficienti forze consapevoli in capo, ma le opportunità ci sono e la strada è segnata: i consumatori sia singolarmente, e soprattutto in modo organizzato, possono incidere democraticamente sul mercato, ridurre l’asimmetria informativa, condizionare le scelte della produzione, dell’economia e anche della politica.

Edo Billa

Presidente delle associazioni : Forum consumatori-imprese FVG e Voxcons

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2 Risposte to “La democrazia nel mercato: i consumatori”

  1. Andrea Salanti 2 ottobre 2017 a 17:50 #

    Con tutta la simpatia per la tesi dell’autore, non posso evitare di chiedermi: cosa vi è di democratico nell’acquistare libri da Amazon, prenotare hotel da Booking, rivolgersi per affitti brevi a airbnb, ecc. ?

    • voxcons 4 ottobre 2017 a 16:33 #

      Grazie per la simpatia. Con l’espressione … grazie a internet, si sta sviluppando rapidamente sul mercato un vero potere dei consumatori … non intendevo ovviamente gli acquisti fatti attraverso la rete, ma la possibilità sempre maggiore che i cittadini consumatori hanno di informarsi, di dare giudizi, e formare un opinione collettiva, di acquistare in relazione a fattori che non sono soltanto il rapporto qualità prezzo, ma anche in ragione di tutto quello che sta intorno alla produzione di un determinato bene; di organizzarsi per promuove o boicottare un prodotto, una azienda o anche un intero settore . Inoltre il consumatore sempre, con la forza del web, potrebbe perfino ribaltare i fattori, e cioè essere lui a determinare o almeno a concorrere a formare le scelte di produzione. Se il ‘900 è stato il secolo dei produttori questo potrebbe essere quello dei consumatori. Vedremo. Edo Billa

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