Sud: lo sfruttamento parassitario delle risorse pubbliche

14 Nov

il documento 14-11-2016 di Gianni Giannotti

Risultati immagini per Sociologia e sviluppo del Mezzogiorno Sono state pubblicate quest’anno le lezioni universitarie sul Mezzogiorno tenute nel 2002-2003 dal compianto Gianni Giannotti e da lui stesso messe per iscritto. Esse costituiscono una riflessione di eccezionale acutezza e originalità sul sottosviluppo della società meridionale. Ne riproduciamo qui un brano.

 Se l’urbanistica offre molte opportunità di sfruttamento delle risorse pubbliche a vantaggio dei gruppi predatori che controllano le istituzioni locali, un’altra opportunità viene offerta dal mantenimento del sistema di servizi del welfare. La riduzione della sfera sociale, a causa delle difficoltà della finanza locale, ha favorito l’espansione del volontariato e di tutta una serie di iniziative non-profit in campo assistenziale.

 In questo caso, non si tratta tanto di poter attingere a nuovi fondi quanto di poter controllare che i benefici che questo sistema riesce comunque ad assicurarsi siano distribuiti in modo da favorire quei gruppi e quegli individui che sono “protetti” dai nuovi gruppi di controllo e che fanno parte del loro reticolo di “amicizie e clientele”. Si possono inoltre favorire anche quelle iniziative non-profit che sono promosse e condotte da appartenenti allo stesso reticolo. In questo caso, non si tratta di ottenere risorse finanziarie, ma si può accrescere l’influenza e il prestigio di persone che si vuole mettere in grado di scalare i gradini del potere locale. Si selezionano e si preparano in questo modo i futuri candidati ai ruoli amministrativi. Molte carriere assessorili e anche candidature di sindaci hanno inizio con l’assunzione di ruoli prestigiosi nel campo del welfare. I gruppi di potere predatori mettono molta cura nel preparare questa leva di politici locali caratterizzati da quello che appare come un forte impegno sociale spesso in collaborazione con i gruppi e gli organismi di ispirazione religiosa.

 Si tende a smorzare la dimensione dell’impegno più esplicitamente politico e a trattare quasi con in certo fastidio la questione delle appartenenze ideologiche. Si privilegiano caratterizzazioni politicamente piuttosto generiche, come “progressista”, mentre si insiste molto sull’aspetto “democratico” in generale e “sociale” in particolare, e sulle competenze professionali. Coloro che hanno avuto un’esperienza diretta nei servizi e che possiedono qualifiche professionali specifiche vengono senz’altro messi in evidenza come persone impegnate e “preparate” in grado di assumere e svolgere ruoli dirigenti nell’ambito delle amministrazioni locali. Anche se questo tipo di attività non assicura di per sé l’accesso a risorse finanziarie, esso consente di estendere la penetrazione delle istituzioni e il rafforzamento del controllo pubblico ed amministrativo sulle comunità locali e rende più completa la rete clientelare che avvolge un po’ tutti i settori della vita sociale e che assicura quel consenso di base diffuso di cui i leader locali hanno bisogno per poter condurre avanti la loro politica ed imporre le proprie scelte anche negli altri settori: urbanistica ed opere pubbliche. Il sistema è dunque in grado di assicurarsi quella capacità di mobilitazione che permette di orientare le scelte amministrative locali e di legittimare il ruolo di interlocutori principali del potere centrale.

 La promozione del non-profit si accompagna ad un’azione capillare intesa a promuovere il coinvolgimento degli istituti di credito per poter finanziare almeno alcuni progetti capaci di coinvolgere il nuovo associazionismo, gli operatori professionali ed un certo numero di giovani che cercano comunque un accesso alla carriera politica, sindacale o burocratica. Per quanto, infatti, il settore del welfare non offra molti vantaggi immediati ai gruppi predatori, esso consente nondimeno di ottenere risultati significativi dal punto di vista politico, e questo non è un aspetto secondario. Non bisogna dimenticare, infatti, che il sistema politico locale è la più importante risorsa di cui i gruppi predatori dispongono per poter operare al riparo di una facciata legale e democratica. Essi non esitano in questo senso ad avere rapporti molto stretti con le forze riformiste, delle quali apprezzano soprattutto il ruolo assegnato all’intervento pubblico.

 Non sorprende, quindi, che almeno in generale i gruppi predatori non mostrino particolare interesse o simpatia verso le forze dichiaratamente liberali. Questo conferma che la frattura fondamentale è fra sostenitori del mercato e dello Stato. Nel Mezzogiorno i sostenitori dello Stato sono un blocco molto composito e la retorica dell’interesse e dell’unità nazionale costituisce l’ideologia che raccoglie i consensi più diffusi, soprattutto in una versione che accentua i toni neoplebiscitari e neopopulisti con i quali si cerca di rispondere alla critica nordista all’assistenzialismo. Al riparo di questa retorica populista , le regioni meridionali perseguono una politica di grandi progetti che in realtà non va molto oltre l’organizzazione di grandi convegni e la propagandistica celebrazione di programmi e di piani di sviluppo destinati a restare sulla carta, ma che servono ad animare ambiziosi dibattiti ed autopromozioni di politici ed esperti.

 La possibilità di accedere a finanziamenti europei viene tenuta in grande evidenza ed impegna al massimo lo sforzo delle cordate “affaristico-politiche”. L’occasione offerta da interventi anche indispensabili, come il piano delle acque e della difesa del suolo, dà il via a programmi di opere pubbliche che ricalcano l’esperienza dell’intervento straordinario ed agevolano la costituzione di organismi di cooperazione fra istanze pubbliche e private, capaci di sfruttare al massimo le risorse messe a disposizione mediante un collaudato controllo degli appalti e subappalti e dell’approvvigionamento dei materiali necessari.

 (da Gianni Giannotti, “Sociologia e sviluppo del Mezzogiorno”, a cura di Franco Merico e Luca Carbone, Besa editrice, Nardò (Lecce), 2016; cap. 5, pp. 87-89)

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