I NOBEL 2016 PER L’ECONOMIA: LA TEORIA DEL CONTRATTO

7 Nov

l’articolo 7-11-2016  di Piero Rizzo

Risultati immagini per NOBEL 2016 PER L’ECONOMIA: LA TEORIA DEL CONTRATTOIl Nobel per l’economia 2016 è stato conferito  a Oliver Hart, della Harvard University, e Bengt Holmström, del Massachusetts Institute of Technology, con questa motivazione: “per il loro contributo alla teoria del contratto.

I non addetti ai lavori (come chi scrive) penso siano rimasti delusi per l’oggetto di studio dei nuovi Premi Nobel, anche se la teoria del contratto può essere di aiuto al funzionamento delle moderne società. Tra gli aspetti che investono larghi strati della società, ci sono il contratto tra azionisti e top manager di banche o di industrie, tra compagnie di assicurazione e automobilisti, tra pubblica amministrazione e fornitori.

Il primo caso riguarda anche le liquidazioni stratosferiche che vengono elargite ai top manager, anche quando hanno portato al disastro le aziende.  In che misura, quindi, i top manager di un’azienda devono essere retribuiti con stock options o con bonus e quali inconvenienti possono derivare da un contratto che preveda una retribuzione costituita  in maniera preponderante da stock options? Come mette in evidenza Holmström nel modello multi-tasking, può avvenire che il manager abbia interesse a puntare  a risultati a breve, trascurando quegli interventi più utili, ma che danno i frutti a più lungo termine. Il grafico che segue è molto esplicativo.

 Delle domande si pongono anche in tanti altri campi. Per esempio, chi lavora nella scuola o nella sanità o nelle prigioni deve avere una retribuzione fissa o una basata sui risultati?

In un articolo pubblicato nel 1980, Holmström analizzò il caso di un lavoratore la cui retribuzione non dipende dai risultati. La motivazione per lavorare duramente deriverebbe dalle prospettive di carriera e dalla futura retribuzione che deve essere adeguata. Ma, anche se questo sistema può sembrare efficiente, esso presenta un inconveniente: quelli che sono agli inizi della vita lavorativa, e che quindi sono molto interessati alla carriera, lavorano troppo, mentre i dipendenti più anziani si impegnano poco.

 Sottolineo che la Teoria del Contratto non indica quale potrebbe essere il modello da adottare, ma fornisce un quadro complessivo degli elementi di qualsiasi contratto, che poi vanno adattati al contesto e alle specifiche situazioni.

 In un lavoro del 1991 Holmström (insieme con Paul Milgrom) affronta due casi più sofisticati: quello di un dipendente che svolge diversi compiti (multi-tasking) e quello di  uno che lavora in un gruppo. Nel secondo caso non si possono applicare i concetti base della retribuzione basata sui risultati. L’inconveniente che mette in luce l’autore è che se i compensi vengono  attribuiti al gruppo come tale, è possibile che alcuni facciano gli scrocconi (i free rider) e che quindi i risultati complessivi siano deludenti.

 Nel caso di un lavoratore che svolge diversi compiti, alcuni dei quali sono difficili da misurare, per evitare che il dipendente si concentri  maggiormente sui compiti il cui risultato è facile da misurare, sarebbe meglio fare un contratto che preveda incentivi complessivi piuttosto bassi o che non ne preveda affatto. Per esempio, se gli stipendi degli insegnanti dipendono dal punteggio (facile da misurare) che gli studenti riportano nei test, essi potrebbero dedicare poco tempo allo sviluppo della  creatività e del pensiero indipendente, cosa anch’essa importante, ma difficile da misurare. Uno stipendio fisso, indipendente da ogni misura dei risultati, porterebbe a bilanciare meglio l’impegno nei vari compiti.

Nella sua teoria sui contratti incompleti, Hart evidenzia la difficoltà  di definire i termini di un contratto per i servizi pubblici. E’ preferibile una gestione pubblica o privata? Il pericolo è che tutti ci perdano.

Infatti, in una gestione privatistica, un manager, di fronte all’alternativa se fare investimenti che migliorano la qualità o investimenti che riducono i costi a discapito della qualità, è molto spesso tentato di optare per la seconda. D’altra parte, se un impianto è gestito da un Ente pubblico, il manager non è incentivato a fare alcun tipo di investimento, dal momento che non riceve un compenso extra.

Mentre per molti anni è prevalsa l’idea che il privato sia meglio del pubblico, Hart e collaboratori hanno dimostrato che, ad esempio, le condizioni dei prigionieri nelle prigioni private USA sono molto peggiori rispetto a quelle pubbliche. La loro ricerca ha suscitato un grosso dibattito nell’opinione pubblica americana e ha orientato le autorità federali USA a chiudere le prigioni private (di ciò si è avuta ampia eco nei media europei ed italiani).

 

https://www.nobelprize.org/nobel_prizes/economic-sciences/laureates/2016/popular-economicsciences2016.pdf

The Royal Swedish Academy of Sciences

THE PRIZE IN ECONOMIC SCIENCES 2016

POPULAR SCIENCE BACKGROUND

https://www.nobelprize.org/nobel_prizes/economic-sciences/laureates/2016/press.html

The Royal Swedish Academy of Sciences

Press Release: The Prize in Economic Sciences 2016

 

 

 

 

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