La Carta di Milano e il benessere degli animali di allevamento

5 Ott

Il documento   5/10/2015  (invito ad inviare al Governo questa lettera di Anna Pellanda)

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO (matteo@governo.it)

AL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI (ministro@mpaaf.gov.it)

CONDIVIDO LA LETTERA SOTTORIPORTATA DI ANNA PELLANDA E LA SOTTOSCRIVO

NOME

COGNOME

INDIRIZZO

PROFESSIONE (facoltativo)

TESTO DELLA LETTERA 

Racc.R.R. 

Padova, 18 settembre 2015

Al Presidente del Consiglio, MATTEO RENZI

  Palazzo Chigi – Piazza Colonna, 370 – 00187 ROMA.  Email: matteo@governo.it

Al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, MAURIZIO MARTINA

    Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali – Via XX Settembre, 20 – 00187 ROMA

    E mail: ministro@mpaaf.gov.it

   Come privata cittadina con questa lettera desidero richiamare la Loro attenzione sulla questione sottoesposta in condivisione con altri privati cittadini e Associazioni che, approvandone l’intento, la sottoscrivono (per posta elettronica).

   Il gravissimo problema dello sfruttamento degli animali, soprattutto negli allevamenti intensivi di bovini, suini, polli e pesci è stato affrontato nell’ambito del tema “Nutrire il Pianeta. Energia per la vita”, in vista dell’EXPO Milano 2015, dal PROTOCOLLO di Milano del 2 febbraio 2015 prima che dalla CARTA DI MILANO.

   La CARTA DI MILANO, ha detto il Ministro Martina, “non è modificabile nel suo testo. Può essere ampliata, in  particolare attraverso gli allegati e quindi alcuni concetti e temi possono essere ulteriormente sviluppati” (http://www.forexinfo.it-le grandi assenti nella Carta di Milano:speculazione e landgrabbing)  .

   Si espone di seguito come il problema del benessere degli animali era stato affrontato dal PROTOCOLLO DI MILANO, quindi si riferisce cosa la CARTA DI MILANO ha (soltanto) recepito e si propone un ALLEGATO con cui “ampliare e sviluppare” la CARTA DI MILANO prima che essa venga presentata in ottobre al Segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon.

   Nel  PROTOCOLLO  DI  MILANO si legge:

a pag.5

nel Secondo Impegno: Agricoltura sostenibile, come “benessere degli animali da allevamento” (punto e)

 

e a pag.11 nell’ Articolo 3: Linee guida per gli impegni delle Parti  al punto i .Biodiversità e agro biodiversità:

 

“Le parti faranno della biodiversità una priorità, in linea con la rinnovata attenzione internazionale sancita dalla Dichiarazione di Gangwon sulla Biodiversità (nota 1- qui è indicato il sito dove trovarla), definita come (nota 2- qui è citata la Convention on Biological Diversity, CBD, e riferito il sito del suo programma) tutti i componenti della diversità biologica rilevanti per la produzione (varietà e variabilità delle piante, degli animali e dei microorganismi a livello di specie genetiche e di ecosistema), che contribuiscono alla stabilità e alla resilienza. A questo proposito, le Parti valuteranno le diverse proprietà del germoplasma per impedire la monopolizzazione delle imprese internazionali, la scelta tradizionale e appropriata delle culture, le conoscenze agricole tradizionali e l’importanza della biodiversità genetica e della biodiversità ad essa associata che sostengono la produzione agricola attraverso cicli dei nutrienti, controllo dei parassiti e impollinazione. Sarà attribuita una particolare attenzione alla diversità all’interno e tra gli habitat e a livello di paesaggio per il suo contributo nel fornire fonti di cibo alternative per insetti utili e per i nemici naturali dei parassiti delle culture”.

A pag. 12 si legge:

  1. Benessere degli animali da allevamento si legge:

“Le Parti cercheranno di prendere in considerazione le cinque libertà degli animali da allevamento (nota 1-qui sono citate queste 5 libertà secondo il Farm Animal Welfare Committee –FAWC) e di valutare altri metodi di allevamento più sostenibili (come ad esempio, sistemi estensivi combinati con la rotazione delle culture) in termini di esaurimento delle risorse (acqua, mangimi a base di cereali, energia) e di proteggere gli animali contro i cambiamenti climatici, la perdita della biodiversità, le malattie e l’insicurezza alimentare, contribuendo ad evitare inutili sofferenze agli animali da allevamento (nota 2- qui sono citati i dati di Compassion in World Farming e il sito di CIWF).

A pag. 13 si legge

“Le parti si impegnano a:

  1. c) Le parti si adoperano per rivedere la ripartizione dell’approvvigionamento di cibo per i mangimi, considerando la sicurezza alimentare e l’accesso al cibo come prioritari.
  2. Considerare metodi più sostenibili per nutrire gli animali come la pastura, il pascolo, l’uso di sottoprodotti agricoli (anche da culture utilizzate per la produzione dei biocarburi) o di rifiuti alimentari”.

Passando alla CARTA DI MILANO si vede che tutti questi riferimenti alle “libertà “ degli animali, loro nutrizione e allevamenti sono scomparsi, sostituiti da brevi frasi dedicate alle sole imprese. Si legge infatti:

 

  • a pag. 3 tra quanto ritenuto inaccettabile che: “le risorse del mare siano sfruttate in modo eccessivo: più del 30% del pescato soggetto al commercio è sfruttato oltre la sua capacità di rigenerazione”
  • a pag. 4 tra le consapevolezze si legge che “gli agricoltori, gli allevatori e i pescatori operano in una posizione fondamentale per la nostra nutrizione; essi hanno uguali diritti e doveri in relazione al loro lavoro, sia come piccoli imprenditori sia come grandi imprese”
  • a pag. 7 In quanto imprese noi ci impegniamo a “promuovere la diversificazione delle produzioni agricole e di allevamento al fine di preservare la biodiversità e il benessere degli animali”.

 

     L’eliminazione nella CARTA DI MILANO delle problematiche messe in rilievo dal PROTOCOLLO  DI MILANO è gravissima. Il solo richiamo alla biodiversità e a un generico benessere degli animali è del tutto inadeguato a denunciare e condannare il problema delle atrocità degli allevamenti intensivi (e non solo) e i danni alla salute umana che derivano dal nutrirsi dei loro prodotti. Pertanto

SI CHIEDE

al Presidente RENZI e al Ministro MARTINA di ampliare la CARTA DI MILANO con il seguente ALLEGATO che recupera il “punto V del Secondo Impegno: Agricoltura sostenibile” del PROTOCOLLO DI MILANO

ALLEGATO

  1. Benessere degli animali da allevamento

 

 (Si) cercherà di prendere in considerazione le cinque libertà degli animali da allevamento che sono:

  • Libertà dalla sete dalla fame, dalla cattiva nutrizione
  • Libertà di avere un ambiente fisico adeguato
  • Libertà dal dolore, dalle ferite, dalle malattie
  • Libertà di manifestare i normali comportamenti della specie cui si appartiene
  • Libertà dalla paura e dal disagio

e di valutare altri metodi di allevamento più sostenibili (come ad esempio, sistemi estensivi combinati con la rotazione delle culture).

 

  Chiedendo di voler sviluppare la CARTA DI MILANO con questo ALLEGATO, desunto dal PROTOCOLLO DI MILANO, ringrazio per l’attenzione e, con la fiducia nel pieno accoglimento della proposta, porgo cordiali saluti

                                                Anna Pellanda

ANNA PELLANDA, professore ordinario f.r. di Economia politica nell’Università di Padova; ora professore

    a contratto di Economia Industriale nella Scuola Superiore per le Professioni legali della Scuola di

    Giurisprudenza dell’Università di Padova

  • Via dei Livello, 56- 35139 PADOVA

    Email: anna.pellanda@unipd.it

    Telefono.049-875 1111

P.S. Seguono le adesioni a questa lettera che verranno inviate per E mail al Presidente Renzi e al

       Ministro Martina

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