Deve l’intervento pubblico avere una connotazione più sociale?

16 Dic

di Donatella Porrini

prova AIl quesito “se l’intervento pubblico deve avere una connotazione più sociale” trova una risposta positiva nel libro: Evoluzione e riforma dell’intervento pubblico – Scritti in onore di Gilberto Muraro, Giappichelli, Torino 2013.

Infatti, pur nella diversità degli autori e dei temi trattati, i saggi che lo compongono sono caratterizzati dal tratto comune dell’applicazione della teoria economica per considerare gli effetti positivi dal punto di vista sociale degli interventi di policy.

Se, per esempio, si analizza il contributo di Paola Valbonesi, il tema delle riforme dei servizi di pubblica utilità viene trattato in relazione al benessere dei consumatori. Attraverso un modello viene descritto dal punto di vista teorico il processo di liberalizzazione delle utilities (servizi pubblici), ma l’attenzione è rivolta agli effetti sui consumatori vulnerable in quanto a basso reddito. Le conclusioni contengono indicazioni di policy per la delicata fase di trasformazione che sta caratterizzando le utilities nazionali sotto il profilo di garantire i livelli minimi di consumo delle fasce più deboli.

Ancora, in un altro capitolo, Giorgio Brunello e Monica Langella presentano dei dati a livello nazionale ed europeo sulla disoccupazione giovanile e sul fenomeno dei NEET (Not in Education, Employment or Training), quelli che in Italia chiamiamo gli “scoraggiati”. L’intervento pubblico in questo caso deve rivolgersi alla fase di “formazione” e agevolare così l’ingresso e la permanenza dei giovani nel mercato del lavoro attraverso una loro maggiore qualificazione.

E si potrebbe continuare con l’analisi degli altri capitoli verificando l’utilizzo di una metodologia che si basa su indicazioni concrete per interventi di politica economica, e che mantiene alta l’attenzione sugli effetti dal punto di vista sociale.

Per queste sue caratteristiche il volume potrebbe essere utile anche a livello didattico, per dimostrare agli studenti la rilevanza pratica delle teorie. Inoltre il libro fornisce spunti di approfondimento di modelli recenti della letteratura economica e di analisi statistica dei dati per la verifica dell’efficacia delle politiche.

Ma soprattutto il libro è pervaso da una sorta di “sensibilità sociale” che emerge nei diversi contributi, e che va oltre l’analisi strettamente economica.

Tale sensibilità deriva senza dubbio dagli insegnamenti di un vero maestro, come Gilberto Muraro, che ha ispirato l’attività degli autori e di molti altri allievi, come professore di Scienza delle Finanze all’Università di Padova, di cui è stato anche Rettore, e dove recentemente è stato nominato professore emerito.

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Una Risposta to “Deve l’intervento pubblico avere una connotazione più sociale?”

  1. fausto 23 dicembre 2013 a 18:04 #

    L’intervento pubblico italiano oggi consiste nel coprire di tasse i salariati per permettere a pochi furbi di riempire conti in banca all’estero: piangiamo miseria, ma la nostra ricchezza patrimoniale è più alta di quella dei tedeschi (e ci sarebbe da aggiungere anche l’illecito). Decisamente occorre una sterzata piuttosto forte.

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