Sull’incontro annuale FMI e Banca Mondiale 2012

5 Nov

The Annual Meetings of the International Monetary Fund (IMF) and the World Bank Group – Ottobre 2012

by Susanna Cafaro

Al rientro dall’annual meeting IMF- World Bank – ospitato quest’anno dal Giappone (Tokyo, 10-14 ottobre) – una serie di impressioni ancora confuse si mescolano nella mia testa. Sarà il fuso orario, sarà l’incapacità di dormire in viaggio (che mi ha fatto perdere una notte all’andata ed una al ritorno) sarà ancora il senso di straniamento che  un soggiorno nel lontano oriente è ancora capace di suscitare. Provo a metterle in ordine inaugurando la mia collaborazione al blog Sviluppo Felice.

Impressione numero uno: nonostante gli affannosi interventi di riforma e  le manovre a tutte le latitudini, ancora non si vede la fine della crisi. Il Fondo monetario internazionale ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita per l’economia mondiale. L’area dell’euro si contrae dello 0,4 per cento nell’anno in corso e l’Italia pesa per un meno 2,3 per cento, un record non eguagliato nemmeno dalla Spagna (meno 1,5 per cento). La Cina, nonostante tutto, cresce del 7,8 ed è pur sempre meno del previsto, a causa delle minori esportazioni verso il ricco mercato europeo. Nel complesso, l’espansione dell’economia mondiale si aggira intorno al 3,3 per l’anno in corso.

Impressione numero due: gli europei dell’Area dell’euro fanno quadrato. In tutti i seminari e in tutte le riunioni, tedeschi, spagnoli, portoghesi, italiani, francesi proclamano corali che l’unione economica e monetaria serra le fila, che si arriverà entro l’anno prossimo all’unione bancaria, che l’integrazione fiscale è prossima ventura, che insomma possiamo stare tranquilli: la casa comune è in via di completamento. Scavando un po’ si scopre che – purtroppo-  non c’è nemmeno una definizione precisa o univoca di unione bancaria o di integrazione fiscale. In qualche modo si farà.

Impressione numero tre: gli inglesi stanno a guardare, come pure i polacchi, gli svedesi e chissà quanti altri membri dell’Unione che non sanno bene se un giorno aderiranno o meno al progetto.  Certo nessuno è pari agli inglesi (o comunque alla maggior parte di loro) per scetticismo, quando non addirittura per soddisfazione (ebbene sì, a volte) nel vedere confermati i propri catastrofici auspici sull’euro.

L’annual meeting rimane comunque un evento di portata e visibilità globali, cui non si partecipa tanto per conoscere le ultime stime (comunque accessibili online), né per prendere decisioni epocali. I massimi organi decisionali del Fondo e della Banca in fondo si riuniscono quasi  pro forma, poiché le decisioni vere sono prese in assemblee ben più ristrette di quelle che riuniscono i 186 Stati membri, che sono  quasi più parate  sotto i riflettori e occasioni di conferenze stampa.

Le riunioni, quelle importanti, sono a latere: tra i gruppi di Stati (G7, G20, G24), tra i partecipanti agli accordi di prestito, tra le aree regionali o quelle accomunate da interessi specifici. E poi ancora vi sono le occasioni informali di networking, le serate, le chiacchiere davanti al caffè o all’aperitivo.

Infine c’è la società civile, che si riunisce nel civil society policy forum, spazio autogestito i cui partecipanti possono essi stessi proporre sessioni tematiche, individuando i panelist e invitando quanti siano interessati.   Questa è la parte dell’annual meeting a cui ho partecipato di più – riunioni ben più raccolte rispetto ai seminari ufficiali – in cui è davvero possibile conoscersi tutti, scambiare opinioni e progettare iniziative comuni.

Si ha un po’ la sensazione che questo fair side faccia storia a sé, ignorato dalla stampa (la cui presenza è massiccia negli altri spazi), invitato a un solo incontro ufficiale, di un paio d’ore, con i vertici delle due organizzazioni e per il tempo restante completamente separato. Rare e lasciate all’iniziativa individuale sono le interazioni con le delegazioni ufficiali . Eppure, parteciparvi è davvero un’esperienza, una maratona non stop di incontri e  dibattiti che suscitano una pioggia di riflessioni, idee, progetti.  L’anno prossimo, a Washington, ci si rivede.

16/10/2012

Sull’incontro annuale FMI e Banca Mondiale 2012 SCafaro

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